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Patagonia by Bill

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Diario di viaggio in Patagonia 2007-08
Di Daniele e Bruna
Questo viaggio lo voglio dedicare alla mia compagna, madre di mio figlio , con cui ho percorso tantissima strada in moto e nella vita e che spero terminare con lei
Bruna questo viaggio è dedicato a te

14-18/12/2007
Il mio viaggio lo vorrei iniziare domani perché fino ad oggi non è andato bene assolutamente niente. Le cose le sto pagando sulla mia pelle per il solo fatto che dall’ Italia non sono stato seguito adeguatamente, sia al livello di carte che di situazioni.
La moto doveva arrivare con il viaggio precedente e per colpa dell’agenzia di viaggio
che non ha fatto avere le carte per l’imbarco in tempo la moto è stata 2 settimane ad aspettare il carico dopo, ecco che al mio arrivo la moto non era disponibile ma ho dovuto aspettare 2 giorni in più perché il container potesse essere aperto.
Nessuno mi aveva avvertito che dall’Argentina la moto doveva ripartire dentro una cassa,
se lo sapevo prima sarebbe arrivata a Buenos Aires già dentro una cassa che poi avrei riusato per il ritorno.
Questa è una delle cose non fatte bene che a fine giro chiarirò prima con gli interessati e poi sul sito perché sia di aiuto per chi vorrà fare il mio stesso giro.


19/12/2007
Oggi alle 8.30 ero già davanti alla dogana marittima per avere dei moduli compilati per poter andare nel magazzino della dogana del porto a ritirare la moto, però la mia pratica per la mancanza di una firma, e ho capito dopo,anche perché non avevo fatto “un presente” a chi aveva compilato le carte era stata “dimenticata” per più di un’ora sotto
altre carte, per fortuna un incaricato mi ha visto camminare avanti e indietro davanti la porta della dogana e mi ha chiesto cosa aspettavo, ho detto che mi mancava una firma,
lui è entrato si è fatto dare il mio fascicolo e in 20 secondi, tempo di tre firme ero fuori, pronto a cambiare dogana dove c’era la mia moto.
Dopo altre varie copie, tanti timbri e altri tanti sportelli, mi sono incamminato in questo magazzino enorme, dove mi pareva di vedere solo casse e bancali sfasciati.
Quando sono arrivato alla moto ho guardato la Bruna e ho tenuto a stento le lacrime, mi sembrava di aver ritrovato un famigliare, una certezza in mezzo a 100 problemi.
E arrivato un doganiere a controllare i numeri della moto, il bagaglio, poi siamo tornati in ufficio a compilare la carta di importazione temporanea, una ultima firma e potevo finalmente prendere la moto.
La ho spinta fuori dal magazzino scaricata delle gomme e dei sacconi del nostro abbigliamento, ho collegato la batteria e come ho accarezzato il bottone di avviamento mi ha risposto con una vibrazione che mi ha aperto il cuore, e come mi avesse detto,
“allora dove sei stato fino ad ora, andiamo o no?”, sono partito dal porto alle 16 e sono entrato nella centrifuga del traffico del centro di B. Aires.
Dopo 50km già l’orizzonte era diverso, sparite le case e aumentate le vacche e i buoi, ho imboccato la ruta3 e dopo 350km ci siamo fermati ad Azul, una “biffe” e una “servesi”, e siamo a letto, domani direzione Commodoro Rivadavia, 1500km di strada normale.

20/12/2007
Ore 6 della “magnana” partenza direzione sud , abbiamo percorso 1500km ad una media tedesca, gli ultimi 200km sono stati terribili per il vento, già all’ultimo distributore avevamo capito che sarebbe stato duro, perché per fare benzina abbiamo dovuti tenere la moto in cavalletto, il vento tentava di farcela cadere. Il vento era cosi forte che i pochi camion procedevano a non più di 40-50km. Non avevo mai guidato in quelle condizioni,
e non c’era la possibilità di fermarsi e prendere fiato da nessuna parte, il vento ci strattonava a destra e sinistra della strada, sono arrivato a Comodoro assolutamente sfinito come non mi era mai successo.

21/12/2007
Al mattino la radio diceva che la sera prima “sul campo” il vento soffiava dai 120 ai 150km, e io che pensavo di essere arrivato stanco per l’età……….
Qui a Commodoro ho conosciuto mio cugino e ho ritrovato mia sorella mio cognato con cui resterò a Puerto Deseado un paio di giorni.
Commodoro è una città di 300.000 abitanti, molto estesa, il pomeriggio dopo una mangiata di pesce, partiamo per Puerto Deseado, i primi 150km sono messi male, con solchi sull’asfalto per i tanti camion che passano, arriviamo a P.D. in serata.
Vedere per la prima volta mia zia e i miei cugini è stata una grande festa.

22/12/2007
Oggi andiamo a visitare un faro a 60km da P.Deseado, Capo Blanco, è tutto sterrato ben tenuto, non è il massimo con le gomme da strada,sembra di guidare sul ghiaccio, hai sempre paura che ti molli, il panorama è piatto con i primi guanaco che scappano al nostro passaggio.
Capo Blanco è un faro su un posto bellissimo con leoni marini, pinguini e tantissimi tipi di uccelli, 100 anni fa era abitato da diverse famiglie, che vivevano raccogliendo il sale che veniva portata sia a Commodoro che a P.Deseado.
Dal faro una volta al giorno veniva spedito il meteo al porto di P.Deseado via telegrafo.
Nel piano c’è un cimitero senza nomi ma solo con mucchi di sassi con una croce, guardandoti attorno ti rendi conto che deve essere stata una vita durissima, senza acqua dolce, senza verdure, il vento non permette di coltivare niente, tutto doveva essere portato da fuori.

23/12/2007
Oggi visitiamo “la Ria”, è un parco nazionale dove si trovano leoni marini, il pinguino di Magellano, tante razze di uccelli stanziali, è un microcosmo perché l’acqua salata entra il quella dolce per 20km.
Enorme “asado” serale, domani si riparte per il resto del giro.

24/12/2007
Dopo aver salutato tutti i miei parenti si và a sud, verso Rio Gallegos, dopo 200km la strada diventa sterrata per lavori, sono 40km, abbastanza duri per il tanto ghiaino in
centro strada, sui fianchi della strada c’è un arbusto basso di color giallo, molto profumato, che ci accompagna per quasi tutti i 700km del viaggio.
Qui’ a mezzanotte si scatenano con i fuochi d’artificio come fosse l’ultimo dell’anno,
domani entrerò nella terra del fuoco.



25/12/2007
Partiamo verso le 10, alla prima frontiera Argentina non c’è nessuno, 15minuti e siamo
fuori, alla frontiera Cilena ci requisiscono due dico due mele e una pera, con tanto di verbale perché non si può importare alimenti. Per il resto tutto fila liscio ed entriamo in Cile per la prima volta.
Nella parte sud della Patagonia si ritrova il verde del nord dell’Argentina, senza però gli alberi di alto fusto che qui’ non ci sono.
Dopo altri 50km arriviamo allo stretto di Magellano, di fronte c’è la terra del fuoco e l’emozione è molto grande, l’acqua davanti a noi è mossa e rende bene l’idea dell’oceano
Dopo aver caricato la moto, io e Bruna ci mettiamo a ridere pensando che dopo essere stati a capo nord, adesso siamo nella parte più a sud della terra abitata, la terra del fuoco.
Ripartiamo su un paesaggio verde ricco di acqua, 20km e l’asfalto finisce, cominciano 150km di sterrato, a volte bello, ma la maggior parte brutto pieno di buche, due volte pianto il motore a terra con molto spavento, a non aiutarci c’è il vento, che da questa mattina non ci ha lasciato un minuto, ed essendo a colpi ti sposta anche di due metri,
e non è per niente divertente.
Arriviamo alla frontiera Cilena, due timbri e siamo fuori, altri 15km di sterrato, questa volta molto bello e immerso nel verde, non sembra proprio la terra del fuoco, o almeno a come la pensavo io, ed arriviamo alla frontiera Argentina, 15minuti e anche qui’ siamo fuori, sono convinto che siamo stati fortunati perché è Natale e le persone sono restate ferme dopo aver festeggiato tutta la notte.
Il conta km segna 390km, e non c’e benzina che tra 90km, per fortuna riprende l’asfalto.
Mezza ora dopo incrocio un motociclista, il quinto da B. Aires, e ci fermiamo a chiacchierare, è un tedesco in pensione, che lavora un po’ di mesi all’anno e poi per il resto gira in moto, sono già sei anni che ha la moto in sud america, è partito dall’Alaska
E adesso benché non ami il freddo è arrivato ad Ushuaia.
Sono sei mesi che è via da casa, e adesso da Rio Gallegos lui e la moto partono in aereo
E vanno a Bariloche per poi fare il nord dell’Argentina.
Mi dà qualche dritta sulla ruta40, se la faccio tutta sono circa 2000kmdi sterrato.
Vedremo anche perché voglio fare anche un pezzo della Carretera Austral in Cile, ci penseremo, intanto voglio arrivare ad Ushuaia.
Ci fermiamo a dormire a Capo Blanco, una cittadina anonima dove non troviamo da mangiare da nessuna parte, è tutto chiuso visto che è Natale.
Ci comperiamo qualche cosa in un negozio e mangiamo in camera, anche oggi non abbiamo patito la fame.

26/12/2007
Dopo il “desaiuno”, colazione, carichiamo la moto sotto una pioggerellina molto inglese
ma fastidiosa e cominciamo l’ultima parte della terra del fuoco prima di Ushuaia.
Oggi è molto freddo, in partenza siamo sui 10gradi, la strada è molto mossa e piena di piante morte ma in piedi, ci fermiamo al distributore più per riscaldasi che per la benzina
Cominciamo a salire e arriviamo al passo Garibaldi(anche qui!!), il compiuter segna 4,5gradi, volevo prendere a schiaffi la Bruna, ma solo per riscaldarla.
Cominciamo a scendere e quando ritorniamo sui 10gradi ci sembra caldo.
Arriviamo ad Ushuaia, e sotto il cartello di benvenuto ci fermiamo e ci mettiamo a ridere
nel ripensare dove siamo arrivati,un po’ di foto ed entriamo in cerca di dormire.
Siamo fermi nella via centrale e ci guardiamo attorno, si ferma un italiano,Alfredo,
ci chiede da dove veniamo, lui è da Padova, gli chiediamo come mai e qui’ e ci spiega che ha una barca a vela ed è via da casa da 11anni, e dopo due giri del mondo ha trovato una ragazza con cui condividere il piacere di fare un altro giro del mondo.
Siamo senza parole, e se non troviamo da dormire ci invita a dormire nella sua barca.
Un po’ più avanti siamo fermi che decidiamo sul prezzo di una camera e si ferma “Vasco Rossi”, o almeno il suo sosia, è un italiano emiliano anche lui arrivato con una barca a vela e adesso si è fatto la sua famiglia qui, ci porta da un suo amico motociclista che ha due mini appartamenti che affitta, e ne ha uno, il più piccolo libero, lo prendiamo al volo.
Il suo indirizzo è:
Martin Fierro
9 de Julio n°175
Jan Javier Jury
Email:
Tel. 0054 02901 430525
Abbiamo speso 30euro dormire e abbondante prima colazione in due persone a notte.

La terra del fuoco è una terra che non centra niente con la Patagonia per la sua morfologia e per la sua flora, mentre la Patagonia Argentina, è piatta e spazzata dal vento,
qui si trovano montagne con ghiacciai, e colline molto verdi con tante piante, molta acqua, molti animali allo stato brado.
Arrivando ad Ushuaia si vedono delle foreste che sembrano fossili, come delle croci nei cimiteri, non so il perché, forse qualche malattia o parassita.
Oggi (27) ho cambiato le gomme, la posteriore me la riporto verso casa, perché non so se la tassellata mi riporta a B. Aires.
Mi sono informato sul traghetto che porta a Punta Arenas, parte alle sei di sera da Porvenir se il tempo è buono, ci mette 4ore, perciò ho pensato di rifare uno sterrato diverso che parte lo stesso da S.Sebastian ,il traghetto lo prendo a Puerto Espora per poi prendere per Puerto Natales.
Devo rifare 4 frontiere, prendere un traghetto, fare altri 150km di “ripio”, e poi asfalto fino a P.N., tutto prima di sera, speriamo in bene.



28/12/2007
Facciamo colazione, salutiamo Jury, faccio il pieno di benzina, qui’ la super da 95ottani
costa 40cent. di euro e partiamo, sono curioso di provare le tassellate.
Il tempo è nuvoloso ma non è tanto freddo e perciò partiamo con uno spirito allegro.
Finito l’asfalto comincia a piovere, e facciamo la maggior parte dello sterrato sotto una
pioggia torrenziale, un po’ prima del traghetto termina a piovere e si apre il cielo con il sole, non sembra vero.
La giornata va via male per colpa dei ritardi, nelle dogane abbiamo fatto veloce solo la prima Cilena, le altre abbiamo perso tanto tempo per colpa dei pullman pieni di turisti che venivano controllati uno a uno.
Il traghetto non ci hanno caricato sul primo, anche se una moto ci stava da qualche parte, e anche li abbiamo perso un’altra ora.
Perciò abbiamo cambiato destinazione e ci siamo diretti a Punta Arenas, che comunque siamo lo stesso arrivati molto tardi.



29/12/2007
Colazione e partenza, caricando la moto è ricominciato a piovere, al distributore di benzina, dall’acqua che veniva giù, le strade si sono allagate subito, comunque siamo ripartiti e piano piano ci siamo instradati per Puerto Natales.
Mi dispiace non avere il tempo per visitarlo perché al primo impatto è un paese tranquillo
e ordinato.
Abbiamo fatto il pieno e siamo partiti in direzione del parco delle torri del Paine.
A Cerro Castello ci fermiamo in frontiera a bere e mangiare, il vento ha pulito il cielo dalle nuvole e la piana attorno è spettacolare.
Noi seguiamo diritti per i laghi, la dogana la passeremo domani dopo il giro delle torri.
Triboliamo a trovare la strada perché tutti gli sterrati non sono segnati e perché la mia carta geografica è sbagliata, stiamo facendo una zona spettacolare, fino ad ora è la più bella del viaggio, entriamo nel parco, pagando 75dollari di due persone e alloggiamo sotto le torri del Paine sul lago Pehoe in un hotel bellissimo ma molto caro anche per un italiano, però non abbiamo scelta perché la strada è bloccata per un incidente e dovremmo altrimenti ritornare a Puerto Natales.
Le torri verso sera si sono liberate delle nuvole ed è stato uno spettacolo unico che ci ha lasciati senza parole.

30/12/2007
Abbiamo terminato il giro del parco su una strada nuova, spettacolare per le auto ma problematica per le moto, per lo spessore della ghiaia, comunque andando piano non ci sono problemi.
Il giro completo più la strada sbagliata mi segnava 260km di sterrato.
Il giro giusto da fare è quello di prendere per la Cueva del Milodon, anche se non dà l’indicazione per il parco, più avanti parte la strada nuova che collega all’entrata del parco, completato il giro ci si ritrova a Cerro Castello dove si fa frontiera per direzione Calafate, la benzina si trova a Ea. Tapi Aike, al bivio per la ruta40 .
Io invece sono uscito per la Cueva di Milodon, sono ritornato a fare benzina a P.Natales,
e ho rifatto la strada del giorno prima fino a Cerro Castello.
Alla frontiera Cilena ho trovato un doganiere gentilissimo che mi ha preso i passaporti ed è entrato nell’ufficio, dopo due minuti mi stava aprendo la sbarra per passare, li sicuramente avrei perso qualche ora per via delle corriere di turisti, lo ho molto ringraziato e sono ripartito.
Alla frontiera Argentina ho perso un’ora per via dell’anarchia che c’era nell’ufficio.
Dopo altri 4/5km termina lo sterrato su un incrocio asfaltato,sx per Ea Tapi Aike.
Li abbiamo fatto circa 50km con il vento alle spalle , e la cosa strana e stata quella di viaggiare ai 120km ora e aprendo le braccia non si sentiva assolutamente niente eravamo come immersi e fermi all’interno dell’aria.
Il compiuter di bordo mi segnava il consumo di 33kmlitro .
All’incrocio con la ruta40 c’e un distributore, faccio benzina anche se non me ne serve tanta, per darmela devo aspettare che metta in moto un gruppo elettrogeno, dopo di che metto le ruote per la prima volta sullo sterrato della ruta40 , e devo dire che l’inizio e terribile per i tanti sassi affioranti sulla strada e per le buche presenti, poi migliora un po’ con i km, il vento non aiuta perche avendolo di lato mi sposta da una parte all’altra della strada.
Un grande errore è stato quello di non montare il paramotore che mi aveva consigliato
Mario (
www.twalcom.com ), molto più esteso dell’originale, sotto sento colpi da tutte le parti, un sasso prende di striscio lo scarponcino di Bruna e lo rompe, poi termina lo sterrato e ritorniamo sull’asfalto.
La temperatura è sui 8gradi e il vento forte ci ghiaccia dentro, fermarsi a fare foto è un problema per non far cadere la moto, comunque il panorama ci porterebbe ad essere sempre fermi.
Il panorama, i colori del cielo e della terra sono sensazioni che ci stanno ubriacando, la tranquillità che c’è attorno a noi è indefinibile.
Una attenzione particolare và messa ai guanaco che si mimetizzano nella vegetazione e delle volte li vedi quando ci sei molto vicino, con il pericolo che ti attraversino la strada.
Arrivati a El Calafate abbiamo cercato da dormire e attaccato ad un bel hotel da 150dollari notte, abbiamo trovato una casetta a 35euro notte e ci siamo fiondati dentro.


31/12/2007
L’avvicinamento al ghiacciaio Perito Moreno è spettacolare per paesaggi e boschi.
In entrata del parco paghiamo 15euro ed arriviamo al parcheggio principale, ora non permettono più di arrivare alla sommità in macchina, ma dal parcheggio principale partono dei pulmini gratuiti che fanno la spola in continuazione portando i turisti al parcheggio superiore.
Il ghiacciaio ti schiaccia con la sua immobile potenza.
Si sentono in lontananza dei tuoni provenienti dal ghiaccio che si comprime e si rompe.
Si vedono staccarsi dal fronte dei massi che con un rumore cupo cadono nel lago Argentino, siamo restati ore a guardare questo gigante e mi sono chiesto quanti anni possa avere il fronte di ghiaccio che vediamo ora.
Ritorniamo a El Calafate e con molta difficoltà facciamo benzina, era solo un distributore che ne aveva, e poi per “culo” riusciamo a mangiare perché i ristoranti aprivano tutti tardi per il fine anno ed erano già tutti prenotati, comunque in un locale visto che eravamo solo in due ci hanno dato da mangiare, e anche bene, come il solito.
Domani altro pezzo di r40 fino a El Cialten per poter vedere il Fitz Roy, ho sentito che il vento che troverò è il più forte della patagonia, non per niente si chiama valle ventosa.

01/01/2008
Parto da El Calafate direzione El Cialten, riprendiamo la r40, un po’ asfaltata un po’ sterrata, giriamo per El Cialten e dopo altri 20km comincia a piovere forte, a quel punto decidiamo di saltare a malincuore El Cialten e il Fitz Roy per non rischiare di perdere una giornata magari sotto l’acqua, perciò ci giriamo e ritornati al bivio riprendiamo la ruta40 e con essa lo sterrato.
A Tres Lagos sappiamo che c’è un distributore, che però non ha benzina, siamo li che beviamo un caffe ed arriva una macchina di francesi senza benzina dal tutto, il gestore ci offre i fondi della cisterna, me ne faccio dare un po’ di litri e riparto, il”ripio” è alto e molto mosso e avvanzare è difficilissimo, per 2/3 volte riprendo la moto quando pensavo già di essere a terra.
Altri 20km ed entro nella ghiaia alta 30/35cm e la moto mi scivola su un fianco, per fortuna senza danni per lei e per noi.
Con l’aiuto di due ragazzi arrivati dopo di noi riusciamo a sollevare la moto che era piantata e ripartiamo.
Al bivio con la r29 teniamo a dx per Gobernator-Gregores, ora il vento e fortissimo e molti tratti li facciamo in I e II , non riesco più a fermarmi a fotografare perché non riesco a reggere la moto, in entrata del paese c’è un ponte sopra il rio con i parapetti rotti, largo non più di un paio di metri, il vento non cessa, anzi passiamo il ponte zizagando e con il cuore in gola arrivo dall’altra parte, ritrovo la ghiaia mossa e mi ritrovo sdraiato.
Anche questa volta non ci siamo fatti niente, però siamo soli e con molta fatica riusciamo a sollevare la moto.
Entriamo in paese facciamo benzina, troviamo da dormire, mi cambio la lampadina anteriore, mangiamo e andiamo a dormire, faccio fatica a dormire, anche se è stata una giornata durissima.


02/01/2008
Oggi alle 10 siamo nuovamente sul “ripio”, siamo sulla r25, è uno sterrato stretto e messo molto male, però il vento per ora è calmo e perciò con calma andiamo avanti e dopo altri 70km ritroviamo la r40, la strada è buona anche se molto inghiaiata, e ritorna un po’ alla volta il vento.
Arriviamo a Bayo Caracole, e anche qui non c’è benzina, però qui la cosa puzza un po’ perché il gestore avrebbe un camionista disponibile a portarmi a Perito Moreno anche subito……., io invece ho benzina, un caffe, un thè, e riprendiamo.
Altre 4 ore e siamo a Perito Moreno, oggi sono stati 160km di sterrato, la maggior parte molto difficile .
Per dormire non fermatevi sul primo hotel perche è sporco e fatiscente, andate sul secondo e il terzo sono puliti e si mangia bene.


03/01/2008
Partiamo da Perito Moreno e dopo 60km siamo alla frontiera di Los Antiguos, bel paese famoso per le ciliegie, abbiamo costeggiato il lago Buenos Aires, dopo la frontiera Argentina diventa General Carrera, frontiera Cilena e arriviamo a Chile Cico, cambiamo un po’ di euro e ripartiamo.
Al termine del paese termina l’asfalto e parte un salitone messo male, chiediamo se è la strada giusta perché ci vengono dei dubbi, è quella giusta.
Sembra la partenza di una prova speciale di enduro, I II e mi faccio portare in cima tenendo l’acceleratore costante e con la ruota anteriore che galleggia da un buco all’altro.
I primi 10km li vedo male, la strada e messa molto male e un paio di volte batto con il paramotore a terra, poi la strada miracolosamente migliora e comincio a guardarmi attorno, il panorama è stupendo, la strada poi cambia morfologia e incominciano dei saliscendi mozzafiato, i discesoni sono così ripidi che in I devo aiutare la discesa con i freni, in salita sento il davanti che naviga da una buca all’altra, questo dura per altri 25/30km.
Ogni tanto ci fermiamo a guardare il panorama che continua a cambiare e ci stupisce per la sua bellezza, a Porto Guadai facciamo benzina, un po’ più avanti la strada migliora e si può andare a 50/60km, qui la vegetazione è rigogliosa, e il lato della strada è piena di fiori vari e di rose selvatiche.
Arrivo a Punta Tranquillo e alloggio nel primo locale a sx il prezzo è buono ed è un posto accogliente , faccio un po’ di manutenzione alla moto, lavo il filtro dell’aria, aggiungo 200gr di olio e vado a mangiare.
Oggi abbiamo fatto circa 200km di sterrato, la maggior parte difficili, almeno il vento ci ha un po’ lasciati tranquilli, domani altro sterrato, speriamo sia buono cosi da fare un po’ di km in più.


04/01/2008
Ripartiamo da Puerto Tranquillo, stesso sterrato con tanta ghiaia, perciò occhi bene aperti e bassa velocità. Il paesaggio continua ad essere spettacolare, da togliere il fiato
A Cerro Castillo prendiamo per Coihaique e alle porte del paese rispunta l’asfalto, facciamo benzina e puntiamo per Puerto Aisen, è un paese in riva al mare, e perciò con un po’ di vita, pensavamo di trovare qualche cosa da vedere, niente di più sbagliato, è un paese da evitare, è tutto sfasciato, fatiscente,facciamo fatica a trovare da dormire, e mangiamo nell’unico posto inospitale di tutto il giro.


05/01/2008
Da Puerto Aisen ritorniamo indietro per 20km e prendiamo a sx per la caretera austral.
La strada è scorrevole e asfaltata, il paesaggio è spettacolare su altipiani che a tratti sembra la valle d’Aosta.
Il denominatore comune sono gli alberi enormi morti che si vedono a perdita d’occhio, si susseguono fiumi con portate d’acqua importanti.
Un po’ più avanti riparte lo sterrato, prima ampio e veloce poi via via sempre più piccolo e angusto e si comincia a salire su per una valle stretta dove ci passa una macchina, mi chiedo se questa è proprio la carretera austral.
Salgo in prima e a tratti in seconda per paura di incontrare qualche veicolo di fronte, la vegetazione e rigogliosa, mi sembra l’ amazzonia, le felci sono grandi come piante, lo sterrato è una pista umida e marcia dall’umidità e dalla mancanza totale del sole.
Si continua a salire, è nuvoloso e non si vedono le cime delle montagne, però si vedono delle lingue di neve appena sopra la strada, il mio compiuter segna 6gradi, alla faccia dell’estate.
Comincio scendere in I, la discesa e vertiginosa e chi trovo? 4 carichi come muli che spingono su la bici, li saluto e loro contraccambiano con un sorriso.
Alla fine della discesa trovo delle indicazioni di lavori in corso, e qui ho un brutto presentimento, un km dopo la strada diventa un ghiaione mosso, che sarebbe la fondamenta della strada, questo dura per 20km, è stato uno dei pezzi di strada più duri, per via del peso della moto, e qui devo dire che quando non pensavo di farcela, tenevo l’acceleratore puntato e mi facevo portare avanti dalla moto.
Non riesco a gustarmi il paesaggio che è spettacolare, stiamo costeggiando dei fiordi,
non riesco a fermarmi a fotografare perché non so come parcheggiare la moto.
Ci fermiamo in un paesino, ci viene in contro un ragazzo svizzero che con la sua compagna su 2ktm mono stanno facendo la nostra stessa strada, non ci crede che abbiamo fatto quella strada con la nostra moto cosi carica, ci fa i complimenti, un caffè in compagnia, e si riprende.
Lo sterrato migliora, anche se il ghiaino mosso è alto, perciò velocità bassa e altissima attenzione, si viaggia in 20cm, fuori di quello c’è la grande possibilità di cadere.
A S.Lucia abbandoniamo la carretera austral e puntiamo su Futaleufu, qui entriamo nella valle che porta lo stesso nome e ci fermiamo in diversi lodge di pescatori a mosca per poter dormire, però sono tutti pieni, la stanchezza sta’ cominciando ad arrivare, lo sterrato diventa terribilmente polveroso, e guarda caso le macchine di pescatori cominciano ad aumentare.
Ci fermiamo un attimo sul ciglio della strada e arriva un ragazzo su KLR si ferma con un sorriso da un’orecchia all’altra, mi dice che và ad ushuaia e poi riparte, secondo me lo voleva dire a qualch’uno, noi motociclisti siamo una razza strana.
Arriviamo a Futaleufu molto stanchi e sfigurati dalla polvere, troviamo da dormire da una coppia di signori gentili ed affabili.
Andiamo a mangiare da due ragazze in un locale, siamo soli a mangiare, il posto è povero ma decorosissimo, ci cucinano un salmone eccezionale, paghiamo poco più di niente, ed andiamo a dormire, dire che siamo stanchi è poco.


06/01/2008
Partiamo dopo un’abbondante colazione, ci salutano come si salutano gli amici e ripartiamo, pensavo che lo sterrato fosse finito, invece dopo la frontiera cilena riparte lo sterrato per gli ultimi 40km di ripio per questo viaggio.
Queste ultime due frontiere le passiamo da soli, la cilena è velocissima, due minuti e siamo fuori, l’argentina è un po’ più lunga perché non c’è nessuno e ci chiedono del viaggio, dove andiamo, ci raccontano di loro, dei loro parenti, naturalmente italiani,
ci salutano e all’uscita ci sembra di essere agli sgoccioli di questo viaggio, anche se ci mancano ancora più di 2000km.
Dopo altri 350km di panorami vari, che vanno da un inizio desertico, fino ad una vegetazione ricca di verde arriviamo a Bariloche, alloggiamo in un hotel dietro la cattedrale.
Quello che ci colpisce è il traffico, erano tanti giorni che non ne trovavamo tanto cosi.
Domani staremo fermi per riposare prima dell’ultimo balzo verso BAires.

07/01/2008
Bariloche, paese della cioccolata, e zona turistica per gli argentini bene, è come Cortina d’Ampezzo per noi, si trovano tutte le attività estive e invernali montane in più c’è il lago
Per poter andare il barca.
E un posto molto tranquillo e accogliente.

08/01/2008
Dobbiamo fare gli ultimi 1800km per arrivare a BAires, e riprendiamo la ruta22, in certi tratti è pericolosissima perché il trasporto pesante ha profondamente rovinato l’asfalto, facendolo sprofondare dove c’è la carreggiata e facendo crescere l’asfalto dove le gomme dei camion non passano, in certi punti la differenza supera i venti cm, è sicuramente la strada asfaltata peggiore che io abbia mai fatto.
Dopo circa 200km mi si sgonfia la gomma post. in maniera brusca, pensavo di aver preso un chiodo nel distributore dove poco prima avevo fatto rifornimento.
Scarico la moto e comincio a controllare la gomma in cerca del chiodo che non trovo.
Con me avevo la gomma da strada post. perche quando ad Ushuaia ho cambiato le gomme da strada con le tassellate, per scaramanzia mi sono portato dietro la post., non sapevo quanto mi sarebbe durata la tassellata, a questo punto mi sono smontato la ruota e mi sono cambiato la gomma sul ciglio della strada.
Controllando la tkc ho visto che era ceduta una nastratura interna, perciò penso abbia perso la pressione da li.
Ricaricata la moto riparto e subito mi accorgo quanto più silenziosa sia la moto, il panorama è spettacolare, percorriamo centinaia di km in mezzo al frumento per poi entrare in una zona di frutteti nella regione del rio negro.
Facciamo circa 600km e ci fermiamo a dormire a Choele Choel, domani altro balzo in avanti.

09/01/2008
Ripartiamo, il traffico di camion aumenta e aumenta anche la temperatura, sul compiuter non cala mai dai 37/38gradi, ci fermiamo prima di sera dopo circa 850km a Las Flores, domani ultimo balzo verso BAires.

10/01/2008
La notte ha piovuto abbondantemente ed è un po’ rinfrescato, ripartiamo per gli ultimi 200km, entriamo a BAires e comincia a piovere, come era logico triboliamo un po’ a trovare il magazzino dove portare la moto, arriviamo circa a mezzogiorno, e all’una comincio le pratiche per bancalare la moto.
Per entrare in dogana ho dovuto pesare la moto pronta da spedire, la moto più l’abbigliamento completo da moto, antiacqua, stivali, caschi, accessori di ricambio, e circa 10litri di benzina pesava 301kg, pensavo avesse sbagliato e la ho fatta ripesare, non aveva sbagliato.
A questo mancava l’abbigliamento che ci stavamo portando a casa, più noi due sopra, mi chiedo come ho fatto a fare delle cose da moto da regolarità, la risposta è che la moto mi ha portato lei dove non avrei mai pensato di arrivare.
In due cominciano a preparare il bancale per legarci sopra la moto, io nel frattempo smonto il plexiglas, gli specchietti, il portapacchi, stacco il cavo della batteria, smonto le borse, tutto per contenere il volume.
Messa la moto sopra è stata fermata con dei legni ai fianchi delle ruote, le valigie sono state messe sotto i cilindri, il borsone è stato legato sul fianco della ruota ant., la moto poi è stata reggiata in più punti al bancale in maniera molto solida.
Ho fatto la mancia a chi aveva legato la moto, li ho salutati , e per oggi è finita.
Sono uscito dal magazzino e ho ritrovato la Bruna con il resto dell’abbigliamento che ci portavamo a casa con l’aereo.
Preso un taxi siamo andati da due carissimi amici che abitano a BAires in zona Martinez e che ci hanno ospitati sia in andata ed ora al ritorno.

11/01/2008
Alle ore 8.30 siamo all’AMBA, per fare una prima parte di carte per l’espatrio della moto, alle 10.30 esco e ritorno al magazzino dove c’è la moto per completare la pratica.
Espatrio merce, per avere il n° di codice spedizione, dogana per controllare la moto e il suo bagaglio, i n° di telaio, ecc. ecc..
Assieme al doganiere ritorno dentro il magazzino e rivedo la moto come la avevo lasciata il pomeriggio del giorno prima, tutta sporca, con due cm di pantano e polvere da per tutto, ho guardato la Bruna e ci siamo emozionati, ci sembrava quasi la stessimo abbandonando, non siamo riusciti a dire una sola parola.
Poi con il doganiere si è un po’ stemperata la situazione e siamo passati al controllo vero e proprio sperando che tutti i n° fossero giusti, tutto è andato bene, siamo tornati in ufficio per l’ultima firma per autorizzare la spedizione.
Ho ringraziato Gaston per il grande aiuto datomi sia all’arrivo che ora alla partenza,
torniamo dai nostri amici Carlo e Laura e qui’ posso dire che è terminato il nostro grande viaggio in sud America, ci aspetta la prassi del ritorno nostro e della moto.


*-*

Al termine di questo viaggio voglio ringraziare tutti quelli che ci hanno aiutato anche solo con un sms, o anche solo con il pensiero, però ci sono delle persone che voglio citare come Bruna, Davide, Mariarosa, Halina, Gaston, Carlo, Laura, Marco, Carlo lo scuro, Angela, Domingo, Daniele, Cice, Julio, La zia, Isabel, Doris, Stefano, e tutte quelle persone che con la loro quotidianità, i loro sorrisi, le loro domande, i loro stupori, i loro saluti ci hanno reso unico e scolpito nel cuore questo viaggio.
Un eterno grazie a tutti voi
Daniele & Bruna

LA MOTO

BMW GS1200ADV
Ho percorso circa 10000km di cui circa 1200 di sterrati, che dire, l’unico problema lo ho avuto con il cambio di una lampadina del faro ant..
Ho aggiunto circa 200gr di olio solo per scaramanzia, perché sarei arrivato al termine del viaggio con l’olio non ancora al minimo.
A parte il fatto che è la mia moto, sia come marca che come modello, e non volendo togliere niente alle altre marche e modelli, devo dire che questo giro non lo rifarei con nessuna altra moto, perché la sensazioni che mi ha dato in questo viaggio, sono paragonabili al fatto di essere stati in tre e non in due a fare questo viaggio.

ACCESSORI
La moto è una full optional, io mi sono fatto un porta pacchi in alluminio più grande per il borsone della Ortlieb da 80L, www.touratech.it ho montato un filtro aria in gomma piuma della Pipercross modello MPX 098. www.pipercross.com
Un accessorio che ho fatto l’errore di non montare è stato il paramotore di Mario,
www.twingroup.it perché si sentono cosi tanti colpi sotto il motore, che il paramotore originale è troppo poco, senza contare le volte che ho piantato il motore a terra.

RICAMBI
Mi sono portato parti del kit chiavi aggiuntivo per la adv più due leve medie leva copertoni, pompa gs80, filo elettrico, 2 lampadine faro ant più 1 per tipo del resto della moto, attacchi rapidi benzina, le chiavi che servono per smontare la moto, torx, brugola,
Philips, taglio, una lampada da fronte, fascette da elettricista,tester, nastro americano, 2kit foratura, 1kg olio motore.

RICAMBI CHE AVREI DOVUTO PORTARE
Una copia di camere d’aria, kit per aggiustare i tubeless dall’interno.

Noi abbiamo preso sulla ruta40 a 50/60kmh una pietra affiorante che mi ha tagliato la gomma ant. in maniera seria, e se mi si fosse sgonfiata, mi sarei trovato in guai molto seri anche perché la gomma da strada ant. la avevo lasciata ad Ushuaia.

Un filtro aria di ricambio più olio da filtro.

Non si riesce a lavare il filtro ed asciugarlo subito da poterlo montare, volendo si può lavare con la benzina, però c’è il rischio che si scolli, come mi è successo con il 1100, e allora il problema è veramente grosso.
Io lo lavavo con il detersivo e lo asciugavo meglio possibile, poi lo bagnavo con l’olio motore.
Alla mattina quando la facevo partire, per il primo minuto, sembrava un Landini testa calda, dal fumo che faceva, poi tutto tornava normale.
Sconsiglio i filtri originali in carta perché non si riesce a fare manutenzione, e quelli performanti, tipo in tessuto, sono troppo aperti.

LE GOMME
Io sono partito con una copia di Anakee già consumate perché mi dovevano servire per la parte iniziale di 3000/3500km.
Quando sono partito ho spedito assieme alla moto una copia di gomme Continental tkc, me le sono portate dietro fino ad Ushuaia dove le ho montate, la posteriore per paura non mi bastasse per completare il giro me la sono portata dietro.
Un grosso errore è stato quello di non portarmi anche l’anteriore perché per pura fortuna non sono rimasto fermo nella ruta40 per aver preso un sasso affiorante che mi ha rotto la parte esterna della gomma, se perdeva pressione non avevo niente per aggiustarmi il copertone che non fossero fori da chiodi.
Prima di Ushuaia ho trovato un tedesco che con una Africa Twin fa 10000km con una copia di tkc, però mi diceva che partiva da una bassa pressione quando è nuova perché si consuma in maniera omogenea e non solo il tappo centrale.
Io non sapevo come regolarmi con la mia moto che a pieno carico e in due è molto pesante, io sono partito con l’ant. e il post a 2.4.
L’ant. mi è durata 6000km e ne aveva ancora un 40%, benché le frenate abbiano consumato male i tappi.
La post. dopo aver finito lo sterrato ho fatto altri 350km in due tappe su asfalto e mi è ceduta la carcassa, almeno penso, perché non ho trovato fori e mi si è sgonfiata fu un attimo, fino ad allora avevo fatto circa 4500km, il consumo era buono, ne avevo ancora una metà, avrei fatto sicuramente più di 7000km.
In conclusione, io penso che per fare il mio giro per forza bisogna avere il tassellato, però io mi terrei la copia delle stradali legate dietro, perché non si sa mai.
La mia post. può essere ceduta per tanti motivi:
I Il colpo che hanno preso le ruote per tagliarmi l’ant., non si sa se per caso abbia
rovinato anche il post. che poi con il tempo è ceduto.
II Il caldo visto che ho trovato una nastratura interna staccata.
III Può essere stata una gomma difettosa.
Comunque sono gomme ottime per tenuta e per consumo, bisognerà con calma provare il consiglio del giramondo tedesco

LE FRONTIERE
Passare le frontiere Cilena/Argentina e Argentina/Cilena non è un problema.
Quando mi hanno consegnato la moto a B. Aires mi hanno fatto una importazione temporanea che dura 8mesi.
In aereo le hostess mi hanno consegnato un modulo da compilare in doppia copia,
in uscita dall’aeroporto si passa per il controllo passaporti, dove viene timbrato la data di entrata nel paese, una copia del modulo la tengono loro e una copia la teniamo noi, non la dobbiamo perdere perché all’uscita dal paese ci verrà chiesta, sia che andiamo in Cile o ritorniamo in Europa.
Quando poi dall’Argentina si entra in Cile, alla frontiera Argentina, si passa per primo alla polizia, segnata dallo sportello n°1, che vi segna su un computer, nelle frontiere grosse o su un registro scritto a penna nelle piccole, vi chiedono da dove venite e dove andate e si tengono il modulo che vi è stato dato in entrata del paese, e nel passaporto vi timbrano l’uscita.
Poi si passa dalla dogana, sportello n°2, e si consegna il modulo di importazione temporanea, viene timbrata e se la tengono loro,
al n°3 c’è l’ufficio per l’importazione di prodotti alimentari, però voi non la passate.

Arrivate alla frontiera Cilena.
Prima cosa dovete compilare un modulo in doppia copia con nome cognome età data di nascita, cittadinanza, da dove venite e dove andate, questa la consegnerete al n°1 la polizia, controllerà il passaporto e vi timbrerà l’entrata e una copia del modulo che vi verrà restituito e che terrete finché non uscirete dalla frontiera Cilena per rientrare in Argentina.
Ufficio n°2 dogana, vi faranno un’importazione temporanea per la vostra moto, ed anche questa verrà riconsegnata il momento che uscirete dal paese.
Ufficio n°3 importazione cibo e soldi, qui dovete compilare un modulo con tutti i vostri dati e ci sono delle domande da rispondere si o no.
Su l’importazione di soldi e cibo segnate tutto no, pero cosa
molto importante,
non dovete avere niente da mangiare con voi, perché sono casini, io avevo 2mele e 1pera e mi hanno fatto un verbale per possesso di cibo che non dovevo avere.
Con questo modulo un finanziere vi controllerà la moto per vedere se realmente avete cibo. A me hanno aperto varie volte le borse laterali una volta mi hanno fatto passare lo zaino sotto i raggi. Se vi trovano cibo possono darvi anche la multa, a parte farvi perdere tempo. Questo modulo viene tenuto da chi vi controlla la moto e il bagaglio

RIEPILOGANDO
Quando voi uscite dal paese dovete consegnare il modulo dell’importazione temporanea in dogana e il modulo del vostro transito alla polizia.

Quando voi entrare nel paese dovrete avere il modulo di transito assieme al passaporto e il modulo di importazione temporanea assieme al libretto

Quando vi chiedono il n° di motore dite che non c’è, date solo il n° telaio e il n° targa,
questo per fare meno casini con i numeri.
Quando vi danno le carte controllate che i n° siano giusti perché in uscita se trovano errori potrebbero esserci dei casini, e se la dogana è quella per spedire a casa la moto i n° li controllano sicuramente . Fatevi un cartellino plastificato con i n° di passaporto, telaio moto, targa, da avere con voi perché li userete per fare moltissime operazioni, e avere i n° a portata di mano è una comodità .


FOTO
Questo è il primo giro che faccio con la macchina digitale.
Sono partito con una reflex e 2zoom, 17/55-2.8 e 80/200-2.8, e una compatta con focale minima28-2.8. Mi sono portato parecchie schede più un disco fisso autoalimentato da 60gb. Pensavo di fare molte più foto, però i tratti più difficoltosi non sono riuscito a fase come volevo, molte ore del giorno poi il vento non mi permetteva di fermarmi perché non riuscivo a tenere in piedi la moto,
Perché due macchine?
Perché in certe situazioni la reflex la trovo troppo aggressiva, e la compattina è la macchina ideale.
Con che macchina rifarei il giro?
Con lo stesso materiale, benché sia abbastanza pesante.

CONCLUSIONE
Dopo essere arrivato alla fine del viaggio mi trovo ad essere arrivato alla fine anche di questo diario, fare un resoconto del viaggio che non siano dati, numeri o kilometri è molto difficile, una cosa so per certo che questo viaggio mi ha segnato nel profondo, per i posti visti, per la gente conosciuta, per la grande umiltà d’animo incontrata, per la grande dignità nelle persone benché povere, nella possibilità di fermarsi in paesi sperduti senza essere assaliti dalle persone con mille richieste come mi è successo nell’ultimo viaggio in africa.
So che quando sono partito da BAires, l’aereo stava rullando, ho guardato Bruna e con le lacrime agli occhi gli ho detto che voglio ritornarci, lei mi ha guardato e con un sorriso mi ha detto:
“VENGO ANCH’IO”

Un lampeggio agli amici fraterni di GSRiders.org da Daniele "Bill" e Bruna.

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