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NordKapp by Albe 2008

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In occasione del decimo anniversario di matrimonio io e mia moglie abbiamo deciso di festeggiare ritornando, a distanza di cinque anni, a Capo Nord.
In realtà, come spesso ci accade, scegliamo la destinazione del viaggio soltanto pochi giorni prima della partenza nonostante l’idea di tornare in Norvegia balenasse da tempo nelle nostre teste.
Il ricordo del primo viaggio a Capo Nord è ancora vivo in noi e le sensazioni di tranquillità, rilassamento ed immersione totale nella natura che quella terra sa regalare ci attraggono come non mai.
Serve perciò un bel tagliando e gomme nuove che garantiscano la necessaria durata e la scelta, ancora una volta, ricade sulle Metzeler Tourance che ormai conosco benissimo e che mi assicurano un’ottima tenuta su asciutto e bagnato a tutte le temperature unite ad una notevole durata.

E’ domenica mattina tutto è pronto, il tempo promette bene ed abbiamo la giusta carica. Imbocchiamo l’A4 in direzione Venezia, a seguire l’autostrada del Brennero che, come al solito, è un susseguirsi di rallentamenti causati dai cantieri e dagli esodi estivi, ma l’agilità della moto mi aiuta a districarmi tra le lunghe code e così la sera, dopo aver velocemente attraversato l’Austria, essere passati nei pressi di Monaco ed aver imboccato l’A7, troviamo un bel hotel nei pressi di Kassel in Germania dove effettuiamo la prima sosta.



Il mattino seguente è ancora il sole a farla da padrone con temperature gradevoli che rendono il viaggio piacevole. L’assenza per lunghi tratti di limiti di velocità sull’autostrada tedesca ci aiuta a recuperare tempo prezioso agevolati dall’ottimo comfort offerto dalla nostra ADV unita alla ciclistica sempre sincera e precisa che, nonostante il “pieno carico”, ci consente di affrontare in sicurezza i veloci curvoni autostradali immersi nelle foreste tedesche ed è così che la sera giungiamo in Danimarca dove pernottiamo in un hotel nei pressi di Odensee. Ben presto mi devo dimenticare l’assenza di limiti di velocità delle autobahn tedesche in quanto qui, al contrario, i limiti sono bassi e la severità delle forze dell’ordine assoluta.

L’ambiente che ci circonda è ormai decisamente “nordico” e la cosa ci gasa ulteriormente facendo aumentare in noi la voglia di visitare questi posti fantastici ed è così che il mattino successivo ripartiamo alla volta della Svezia scegliendo di percorrere interamente il percorso stradale per goderci l’incredibile panorama offerto dai giganteschi ponti che portano fino a Malmo. Qui comincia la nostra risalita della penisola scandinava e percorrendo l’E6 tocchiamo Helsingborg, Goteborg e dopo poche ore siamo prossimi al confine con la Norvegia dove per fortuna, a differenza di cinque anni fa, al posto della vecchia strada statale che ricordavo lenta e noiosa c’è un nuovo tratto autostradale ed è così che arriviamo a circa 20 km da Oslo dove prendiamo la strada 23 ed imbocchiamo il tunnel sotto al mare che ci porta a Drammen: qui consumiamo il nostro primo pasto norvegese a base di ottimo pesce e pernottiamo.



Utilizzando per la prima volta in un lungo viaggio il Tomtom mi rendo conto di quanto sia utile e di quante soste per consultare la cartina mi permetta di evitare, ma mi rendo anche conto che necessita di una più che accurata pianificazione degli itinerari impostati per evitare che mi proponga, quale percorso più veloce, una bella stradina (privata!) sterrata in discesa che se in altri casi avrei anche gradito ora, che sono carico come un mulo, non mi sembra la scelta più opportuna!
Percorriamo l’E134 e, manco a dirlo, il paesaggio è bellissimo con montagne che ci circondano, fiumi impetuosi ricchi di pesci, laghi incantevoli e……un cerbiatto che mi attraversa la strada proprio mentre stiamo passando! Viaggiamo bene, il traffico è ridotto al minimo ed il tempo è decisamente mediterraneo tanto che quando arriviamo a Seljord in riva al lago, la temperatura mite e l’acqua cristallina sono una forte tentazione ma alla fine ci limitiamo ad un gustoso gelato su una panchina vicino alla riva godendoci il panorama.
Ripartiamo in direzione di Brimnes dove prendiamo un veloce traghetto che in circa 15 minuti ci porta sul versante opposto dell’Hardangerfjord, raggiungiamo Voss dove ci accoglie un temporale estivo che ci accompagna con un forte scroscio (col sole!) per alcuni km ed infine dopo un tratto lento e tempestato di autovelox raggiungiamo la prima meta prestabilita del nostro viaggio: Bergen. Troviamo un albergo in prossimità del caratteristico porto e ceniamo nel ristorante dell’albergo mentre fuori ci ha raggiunto il temporale che avevamo incontrato poche ore prima. Decidiamo perciò di riposarci bene per la giornata successiva che si presenta con un sole stupendo ed una temperatura prossima ai 30°! Visitiamo la città che, pur essendo sfruttata turisticamente nonché tappa di numerose crociere, mantiene intatto tutto il suo fascino.
Secondo noi merita una visita ed è per questo che decidiamo di fermarci un paio di giorni per poter ammirare il lungomare di Bryggen, eletto patrimonio dell’Unesco con le sue caratteristiche case storte a causa dell’esplosione durante la 2° guerra mondiale di una nave olandese carica di munizioni che scoperchiò i tetti e dissestò le fondamenta, il noto mercato del pesce dove ci gustiamo degli ottimi panini al salmone e per godere di scorci panoramici che non si dimenticano.
E’ doveroso precisare che la vita a Bergen è decisamente cara non tanto per quanto riguarda i souvenir che tutto sommato sono allineati alle altre località norvegesi, ciò che costa è un caffè, uno spuntino, una cena. Se si è preparati ok, altrimenti meglio prima dare un’occhiata al listino prezzi!
Degno di nota il negozietto di abbigliamento motociclistico che, in caso di necessità, può essere di aiuto con capi di ottima qualità, molti dei quali italiani…



E’ tempo di proseguire e non avendo prestabilito niente decidiamo, dopo una romantica cena a lume di candela a base di stoccafisso, salmone e ottima carne, di ripartire il mattino successivo e così ritorniamo verso Voss, prendiamo l’E16 per poi proseguire sulla strada 13 fino a Vanganes sul Sognefjord, il più lungo della Norvegia con i suoi 204 km ed una profondità che supera i 1300 metri. Lo spettacolo è di quelli da togliere il fiato, ogni angolo merita una foto (alla fine ne faremo più di mille totali!), ma dobbiamo proseguire e talvolta, a malincuore, evitiamo di fermarci o ci accontentiamo di una foto fatta in movimento confidando nelle doti fotografiche di mia moglie e…nello stabilizzatore di immagine della macchina. Traghettiamo fino a Hella e proseguiamo sulla 55 fino a Otta dove ci ricongiungiamo alla strada Artica proveniente da Lillehammer sempre accompagnati da un tempo clemente. Pernottiamo a Dombas, località sciistica, in un hotel a conduzione familiare che non ci fa mancare proprio nulla.



La mattina seguente proseguiamo in direzione del Circolo Polare Artico ed in serata, dopo una giornata di trasferimento allietata dai bei panorami montani e da qualche romantico arcobaleno, raggiungiamo Krokstrand piccola frazione composta da qualche casa, un albergo ed un campeggio a circa 20 km dal Circolo Polare.



Dopo una notte tranquilla siamo pronti a ripartire sotto una leggera pioggia ed una temperatura intorno ai 6/7° che ci fanno gustare appieno il fascino della zona: una pausa è d’obbligo per alcune fotografie, per l’acquisto di qualche souvenir e degli adesivi di rito e, soprattutto, per goderci la pace del posto!
Ripartiamo accompagnati da un forte vento laterale che accentua ulteriormente quella sensazione di natura sovrana che si prova in questi posti, ma con le ore più calde il tempo ci ripropone un caldo sole che rende la temperatura mite e che ci permette di viaggiare in scioltezza fino a Bognes dove prendiamo il traghetto che ci porta a Lodingen, imbocchiamo l’E10 in direzione Strand per poi percorrere l’82, una bella strada litoranea che ci permette di ammirare lo spettacolo decisamente nordico offerto dall’arcipelago delle isole Vesteralen, e nella serata raggiungiamo Andenes, località posta proprio sulla sommità dell’arcipelago, da dove partono i battelli che portano in alto mare i turisti per avvistare le balene.
Troviamo alloggio in una casetta da favola in riva al mare ad una cifra decisamente onesta e la sera ceniamo, ancora a base di pesce, in un ristorante tipico della zona: eccellente! Sono le 22.30 quando torniamo verso il nostro alloggio ma la luce è quella che si ha da noi alle 17.00 e decidiamo di aspettare la mezzanotte visto che la proprietaria della casa ci ha assicurato che da qui è possibile vedere il sole a mezzanotte. La serata limpida e serena ci garantisce uno spettacolo sensazionale che vale da solo lo sforzo dell’intera giornata.



La mattina successiva mi reco all’ufficio per la prenotazione del tour e scopro, mio malgrado, che tutte le partenze giornaliere dei battelli sono già al completo e che anche per la giornata successiva i posti scarseggiano! Non vogliamo perdere la possibilità di vedere e balene e così decido di mettermi in lista d’attesa per subentrare ad eventuali rinunce e la mossa si rivela azzeccata: sono le 14.00 e stiamo salpando verso il mare aperto per vedere i Capodogli che popolano queste zone. La giornata è come mai me la sarei aspettata in Norvegia con sole pieno, cielo limpido e, dicono i marinai, mare calmo: sarà, ma a me ( e non solo) sembra di ballare come su una giostra! Posso solo immaginare come deve essere il mare grosso da queste parti……
Dopo circa mezz’ora di navigazione gli strumenti rilevano la presenza di alcuni esemplari ed in lontananza si vedono i primi spruzzi: l’emozione è indescrivibile e penso che solo chi ha vissuto questa esperienza possa capire quello che si prova nel vedere da vicino un animale di quelle dimensioni nel suo ambiente naturale. Il culmine lo si raggiunge quando il Capodoglio si immerge sollevando l’immensa coda e l’intero battello dapprima ammutolito esplode in uno spontaneo: ” OOOOOHHHH!”.
Abbiamo la fortuna di fare tre avvistamenti che mi consentono di scattare delle belle fotografie da custodire preziosamente.

Contenti ed emozionati ci gustiamo il rientro in porto e decidiamo di montare in sella e di puntare verso le isole Lofoten, l’arcipelago a sud delle Vesteralen, abbastanza vicine ma dal paesaggio assolutamente diverso. Ripercorriamo perciò la strada 82 fino a Strand per poi imboccare l’E10 in direzione Melbu da dove traghettiamo per circa 15 minuti fino a Fiskebol per poi raggiungere Svolvaer. Qui troviamo posto in un ottimo hotel con la camera direttamente sul mare, infatti, gran parte della struttura si sviluppa su palafitte!
Le isole Lofoten rappresentano un autentico spettacolo della natura perché offrono spiagge bianchissime ed un mare cristallino contrapposti a ghiacciai perenni ad altitudini di 50-100 metri sul livello del mare! I villaggi di pescatori che si susseguono lungo la strada che porta ad “A” sono semplicemente incantevoli ed il viaggio è una continua sosta per poter immortalare con la macchina fotografica panorami mozzafiato.
Decidiamo di passare tre giorni immersi in questo paradiso per potercelo godere appieno e per poterci riposare un po’ dopo i lunghi giorni di viaggio. Con l’occasione visitiamo le località immancabili in un viaggio come questo, ma ne approfittiamo anche per visitare quei posti, come il Nusfjord un piccolo fiordo fuori dai percorsi turistici, che porta tramite una bella strada sterrata di alcuni km direttamente sul mare aperto fino ad un paese…….composto da 6 case!

Siamo giunti al termine del nostro soggiorno e ripartiamo in direzione nord percorrendo l’E10 fino a Bierkvik dove sostiamo per fare il pieno, coprirci un po’ perché ci sono meno di 10° e per prenderci una bevanda calda... proprio mentre due bimbe locali in maglietta prendono un gelato ed una granita!?!
Torniamo sulla statale artica (E6) e puntiamo decisi verso Capo Nord, ma abbiamo più di mille km da percorrere e sappiamo che entro sera non arriveremo perciò ce la prendiamo con calma anche perché, come al solito, il panorama rapisce. Ci fermiamo in prossimità di Storslett vicino al Reisafjord, l’ambiente è accogliente, famigliare ed i prezzi onesti.

Ripartiamo il mattino successivo col cielo coperto, ma non piove e siamo ansiosi di tornare alla mitica rocca. Fino ad Alta la strada è scorrevole, ma da qui in poi è un crescendo di emozioni con la strada immersa nei monti che porta fino a Russenes da dove si imbocca l’E69.
Questi ultimi 120 km sono spettacolari e credo non sia solo lo spirito motociclistico che alberga in me a farmelo sostenere, l’emozione aumenta, il lungo tunnel scavato sotto il mare, le scogliere, i colori, i villaggi dei pescatori, le renne, i motociclisti che incontriamo che alzano il braccio per un saluto che ha un significato diverso….il camperista italiano che ci vede ed alza il pugno al cielo in segno di vittoria, cose che altrove forse farebbero sorridere qualcuno ma che qui hanno un significato diverso. Prima di andare alla rocca prendiamo una camera al Nordkapp Tourist Hotel: ci siamo già stati, dista 15 km e si sta bene.
Arriviamo alla rocca, paghiamo il biglietto che ha validità due giorni e corriamo verso il mitico globo: le foto si sprecano ma la maggior parte del tempo io e mia moglie lo passiamo ad ammirare in silenzio il panorama. Facciamo un po’ di shopping al negozio di souvenir e beviamo qualcosa al bar e dopo circa tre ore torniamo in hotel per la cena. Due passi per il piccolo paese ci consentono di fare incontri ravvicinati con innumerevoli renne e poi alle 23.30 montiamo in sella e torniamo per vedere il sole a mezzanotte. Il cielo è coperto ma i colori incredibili, ci sono 9 pullman di turisti ma sono tutti rinchiusi nel bar a guardare dalle finestre mentre fuori solo motociclisti: conosciamo ragazzi italiani, si parla del panorama, di viaggi e di moto che altro?
Ci fermiamo fino alle due e nel frattempo il cielo che si è aperto ci stupisce l’ennesima volta con colori che vanno dall’azzurro, all’ambra, al grigio. Torniamo in hotel, il termometro segna 2° ma siamo contenti come bambini. La notte trascorre tranquilla e dopo la colazione partiamo per un altro saluto alla rocca: il cielo è terso, la temperatura vicina ai 10° ed i turisti pochi. Facciamo altre decine di foto, ma dobbiamo partire, sono le 11.00 e la Finlandia ci aspetta. Ricordo ancora la fatica che ho fatto per distogliere lo sguardo dal globo….



Ripercorriamo la strada fino a Russenes, poi in direzione Lakselv, Karasjok e varchiamo il confine Finlandese a Karigasniemi, percorriamo la strada 92 immersi in boschi selvaggi ma da qui comincia una costante della giornata: il pericolo renne! Se fino ad ora, infatti, ne abbiamo viste tante ma non hanno mai costituito un reale pericolo qui invece sono molto spesso a bordo strada e sentendo il rumore della moto, spaventate, anziché scappare nel bosco attraversano la strada!!!
Scendiamo verso sud, passiamo per Ivalo, entriamo in Lapponia, ma all’imbrunire il pericolo renne diventa insostenibile: sono costretto a viaggiare, quando il traffico lo consente, al centro della carreggiata per avere del margine da entrambi i lati, è una situazione che durante il viaggio precedente non avevamo vissuto.
Si sta facendo tardi e decidiamo che è giunto il momento di cercare un alloggio: la prima sosta non ci soddisfa perché l’albergo non ci convince, la seconda invece abbiamo la fortuna di fermarci in una struttura con confortevoli chalet e tipici alloggi lapponi. Le casette sono immerse nel bosco circondate da funghi e renne (ancora loro!) ed attraverso un sentiero posso parcheggiare la moto proprio in parte all’alloggio. Ceniamo mangiano molto bene e rientriamo all’alloggio per una rilassante sauna finlandese.




Il giorno successivo ripartiamo sicuri che in quel fantastico posto ci torneremo (magari d’inverno) e puntiamo dritti su Rovaniemi città che oltre ad essere sul Circolo Polare ha la particolarità di essere conosciuta come il paese di Babbo Natale. Una sosta è d’obbligo e parcheggio in parte ad altre due GS, qualche souvenir, foto a raffica e ripartiamo dopo due ore puntando la Svezia e percorrendo l’E4 nonostante il tempo trascorso nel villaggio di Santa Claus vaggiamo bene ed arriviamo a Umea dove pernottiamo.



Ripartiamo il mattino successivo sotto una pioggia battente che ci accompagna per tutta la mattina, sfioriamo Stoccolma e pernottiamo la notte successiva a Linkoping. Da qui il mattino si prosegue in un veloce rientro che ci porta a Helsingborg dove prendiamo il breve traghetto che ci porta in Danimarca andiamo in direzione di Kolding, entriamo in Germania ed arriviamo a Soltau, una piacevolissima località, dove passiamo l’ultima notte di questo stupendo viaggio.

A questo punto siamo a 1200 km da casa ed il giorno seguente decidiamo di “darci dentro” e la sera siamo nel nostro letto, stanchi ma estremamente rilassati e soddisfatti sicuri di aver fatto un viaggio che rimarrà nella nostra mente e nel nostro cuore.

http://www.whalesafari.com/

http://www.kakslauttanen.fi/

http://www.reisafjord-hotel.com/

http://www.fargeklattenveita.com/

http://norlandia.no/

http://www.marmelkroken.no/

http://www.visitnordland.no/



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