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Marocco by Lex

Photogallery


La scelta di andare in Marocco come prima esperienza in terra d'africa mi è venuta chiacchierando con un mio amico, fotografo anche lui, nel novembre del 2008.
L'idea era di farci un viaggio ma anche un reportage fotografico. A Tan-Tan ogni anno fanno un festival di musica delle tribù nomadi del deserto, quale occasione migliore da sfruttare, visto che siamo appassionati tutti e due di musica?
Detto fatto cominciamo a prepararci. La mia esperienza di viaggi in moto di questo tipo è alquanto scarsa, anzi, nulla!
Inizio pensando che avrei dovuto rivoluzionare la mia moto (nostra, abbiamo anche la stessa moto, una fantastica R100GS) per adattarla al viaggio, volendo percorrere il più possibile piste e sterrati. Passo ore e ore su internet per informarmi su cosa fare e propongo al mio meccanico le modifiche che ritenevo più opportune. Non finisco nemmeno di elencargli i lavori che vorrei fare che mi stoppa subito! "l'unico problema di questa moto per affrontare un viaggio di questo genere sei tu! Lascia perdere ammortizzatori, forcelle o altro, la moto è in condizioni perfette, pensa a prepararti tu, tecnicamente e fisicamente... poi ne riparleremo".
Rimango un po' sconcertato, ma se un meccanico rinuncia a guadagnarsi tutti quei soldi, vuol dire che forse ha ragione, oltre che ad essere particolarmente onesto!Lascio perdere quindi tutte le modifiche che avevo in testa e comincio una leggera, ma costante, preparazione fisica, corsa al mattino e un po' di palestra, nulla di pesante, ma abbastanza per perdere in 6-7 mesi 10 kg e mettere su un po' di tono muscolare.

Per quanto riguarda la guida, con i soldi risparmiati mi sono iscritto alla GS Academy, e credo di aver fatto proprio bene, l'impostazione in moto che avevo era del tutto errata. Anche se nella guida mi sentivo abbastanza sicuro, mi avevano fatto notare come invece la mia impostazione e il bilanciamento dei pesi fossero errati.
Sono stati due giorni di slalom, anelli, frenate d'emergenza, salite e discese, ma devo dire che, grazie alla pazienza e alla tenacia di Fabrizio e Beppe ne sono venuto fuori abbastanza bene, almeno a livello basico.
Per mia grande fortuna ad un raduno dei GSRiders ho conosciuto Mirco Bettini e Miria Amadori, eravamo seduti vicini a cena. Gli racconto del mio progetto e di quanto fossi insicuro nel pensare di affrontare il deserto. Mirco mi da qualche prezioso consiglio.

Scopro il giorno dopo, tramite Bobo, che Mirco e Miria hanno un team che organizza tour nel deserto e corsi di guida specifici. Incredibili, potevano farsi pubblicità e invece si sono comportati meravigliosamente, come fossero due "riders" e basta, senza approfittare di una situazione che era volta al solo divertimento e socializzazione. Con Miria ci feci anche una figuraccia, gli chiesi se anche lei andava in moto... aveva fatto 11 anni di agonismo a livelli altissimi...! Così frequento qualche corso con loro, dalla guida su sabbia agli sterrati "veloci".

Intanto cerco di capire che percorso fare e traccio delle rotte con il Road Trip della Garmin su una mappa del Marocco scaricata da internet. Ovviamente devo tracciare tutti i singoli punti per avere un'idea dei km che faremo tappa per tappa. Voglio fare tappe non troppo lunghe e cercare di arrivare giorno per giorno in centri abitati, essendo la prima volta penso di non campeggiare nel deserto, anche se la tenda ce la portiamo e per una strana paura di subire furti... con l'attrezzatura che avremo!
Vengono fuori 15 tappe da circa 250/300km l'una, un andare discreto.
Ormai siamo ad un paio di settimane dalla partenza e... il mio amico non può venire...! Gli hanno chiesto di fare un lavoro piuttosto grosso e non ha potuto dire di no.
Lo capisco, faccio lo stesso lavoro, e quando ti capita un lavoro così è folle dire di no. Però mi dispiace un casino lo stesso.
A questo punto non mi passa neanche per l'anticamera del cervello di rinunciare o rimandare... ci ho speso troppo tempo e alcuni clienti hanno addirittura modificato i loro piani per la mia assenza. Senza contare che sono dieci anni che non mi faccio una vera vacanza!!!
Così porto la moto a fare un controllo, avevo fatto il tagliando da 1500 km, essendo tutto a posto comincio a preparare il bagaglio.
E questa è la parte dove ho commesso i maggiori errori. Preoccupato per il fatto di andare da solo ho esagerato, portandomi dietro di tutto! neanche fossi dovuto partire per il giro del mondo! D'altronde non si dice "melius abundare quam deficere"? Questo detto si rivelerà nel viaggio tutt'altro che un buon consiglio!


Diario di viaggio

14 novembre
Il giorno della partenza! Finalmente!
Inizio a caricare la moto verso le 9:00 e assolutamente privo di esperienza carico l'impossibile.
Alle 11:00 parto alla volta di Genova, sento un po' di tensione, d'altronde è il mio primo viaggio, e per di più in solitaria.
Mi assalgono mille dubbi sulle mie capacità di guida e di tenuta fisica.
Ripenso alla preparazione, all'Academy, ai diversi corsi e giri con Mirco e Miria (Azzurrorosa) e mi sono pure allenato andando a corre e in palestra...
Mirco mi diceva di stare tranquillo, calmo e pensare a divertirmi, ripensare alle sue parole e ai suoi consigli mi da fiducia, la tensione comincia a svanire e a lasciare posto all'eccitazione.
Arrivo al porto tutto in una tirata, d'altronde non c'è molta strada tra Milano e Genova.
Giustamente, sono talmente euforico che mi sono completamente dimenticato del bagaglio e non appena arrivo al porto, bam... prima caduta!!! Come poggio il piede a terra cerco di scavalcare la moto ma ovviamente mi inciampo nel bagaglio e voilà!
Davanti a me c'è una coppia di tedeschi con Transalp e Africa Twin, Tobias e Sabrina... chi è sto pazzo? Glielo leggo negli occhi mentre mi aiutano a rialzare la moto.
Facciamo comunque amicizia quasi subito e questo rende l'attesa un po' meno snervante. Anche la pratica per il passaporto ha qualche intoppo, il poliziotto non vuole farmi partire se non applico la marca da bollo, fortunatamente il tabacchino è ancora aperto... Ovviamente, dopo una corsa spasmodica andata e ritorno, neanche si cura se l'ho comprata e applicata, timbro e via... mah!
Arrivano anche 2 Canadesi che stanno girando il mondo. Adv e 650
Con loro non leghiamo molto, ne io ne Sabrina e Tobias, strano ma se ne stanno un po' sulle loro.
Finalmente ci imbarchiamo, con due ore di ritardo!!!



15 novembre 11:30
La navigazione è tranquilla e raggiungiamo Barcellona in perfetto orario, passiamo la giornata a raccontarci che cosa faremo in Marocco, itinerari ecc. Decidiamo di fare la prima tappa insieme, fino a Fes, poi loro ci resteranno un giorno o due mentre io voglio scendere a sud più in fretta possibile, ho deciso di non visitare le città. Sono solo e voglio il deserto!

16 novembre 17:30
Arrivo a Tangeri.
Un paio di tipi ci pigliano e ci fanno superare tutta la coda per fare i documenti, ci costa circa 50 € (cominciamo bene) ma ce la caviamo in un'ora in totale...
Fuori dal porto cerchiamo un'albergo e tra mille giri ne troviamo uno con un bel garage dove ci dorme dentro un tipo per fare la guardia.
Cena dove capita e a letto subito, dopo due giorni di "pullman sit" non vedo l'ora di sdraiarmi...

17 Novembre
Primo giorno in Marocco!
Scopro che al mattino non c'è energia elettrica, che venga ancora contingentata?
Colazione con caffè e omelette banane e cioccolato, fa abbastanza schifo: è fredda e dura, pace, ho troppa fame, e poi se comincio a lamentarmi ora...
Finalmente si parte!
Come d'accordo faccio la strada per Fes insieme a Sabrina e Tobias.
Il nord del Marocco non mi ispira molto, non mi incuriosisce e non mi va di indagare! Anche Sabrina e Tobias sono della stessa idea. quindi prima tappa a Chechauen a mangiare qualcosa e poi dritti a Fes. 330 Km. vediamo come reggo con la moto stracarica. È la mia unica preoccupazione, anzi no in realtà comincio ad avere la sensazione di stare poco bene, come se avessi l'influenza pronta a esplodere!
Chechauen si rivela veramente molto bella e meriterebbe di starci un paio di giorni.
Ma vogliamo essere a Fes entro sera e quindi tiriamo dritto, anche perché di venditori di fumo ne ho le palle piene!
Guidiamo tranquilli, anche troppo, ma va bene così, la strada è bella e mi ricorda un po' l'Italia del sud. Tranne che ad ogni incrocio c'è una pattuglia di polizia, che ci salutano agitando le braccia come ragazzini....
Arriviamo a Fes che ormai è buio, lungo la strada si avvicina un tipo che ci propone un albergo, accettiamo di seguirlo e ci porta in un posto abbastanza buono in città nuova, però più che in un garage, la moto dobbiamo metterla in un piazzaletto cintato ma non coperto, con un guardiano che se ne andrà alle 8 del mattino dopo. A Fes c'è un gran casino, oltretutto c'è in visita il re e il macello è triplicato! Tobi e Sab resteranno un giorno a visitare la Medina, io no, non ho voglia di confusione, voglio andare a sud!

fatto foto proprio perché eravamo sul filo del tramonto e la pista di notte non andava proprio percorsa. Arriviamo a Midelt col buio profondo però grazie al gps troviamo subito l'albergo, kitsch ma bello.
Stephan e Stephanie sono raggianti, beh, lei un po meno, si era un po' preoccupata, ma nel vedere i nostri sorrisi una volta tolti i caschi si fa coinvolgere, e la cena la passiamo a raccontarci le emozioni provate nel fare questo piuttosto che quel passaggio. In effetti un paio di volte ce la siamo vista un po' brutta, ma con la giusta calma ne siamo venuti fuori. Stephan si scusa per avermi coinvolto in questa avventura, credeva che fosse molto più facile, e in effetti, lo sembrava anche a me, poi però via via si è fatta sempre più dura.
Gli dico di non scusarsi affatto, nel modo più assoluto! Mi ero divertito come mai e anche se un paio di cadute le ho fatte, fanno parte del gioco... e che gioco!
Abbiamo una fame nera e il Cous-Cous di pollo e verdure lo facciamo fuori un un niente! Buonissimo!



19/11/2009
Durante la colazione ci accordiamo per proseguire insieme fino ad Erfoud.
Tutto su asfalto, in effetti siamo un po' provati per la pista di ieri e io sono veramente troppo "ingombrante", almeno finchè non cambierò pneumatici.
Il viaggio è normale, il paesaggio invece cambia continuamente.
Arriviamo presto a Erfoud e subito troviamo sistemazione in un Riad tranquillo e pulito con un bel giardino e addirittura una bergerie.
Stephanie adotta subito un gattino nero bellissimo.
Ceniamo in paese, e alla vista delle moto si fermano due motociclisti italiani, Luca, fotografo anche lui e Leonida, un'artista!
La cena prosegue con racconti di ogni tipo ma su un tema solo... La moto!
E scopro che Stephan è istruttore di guida BMW e responsabile per i corsi di aggiornamento per meccanici negli USA! I complimenti che mi ha fatto per come me la sono cavata il giorno prima mi inorgogliscono ancora di più! (e per questo devo ringraziare Beppe e i ragazzi dell'Academy e Mirco e Miria per avermi "sgrezzato" con efficacia e soprattutto pazienza!).
Ma la cosa che più mi ha colpito è stata la sua umiltà e intelligenza nell'affrontare i percorsi che facevamo... davvero un uomo incredibile!
Il resto della serata si svolge in tranquillità nel Riad, dove sono venuti a stare anche i due nuovi arrivati.
Certo che come viaggio in solitaria...

20/11/2009
Colazione e caricamento bagagli! Mazza che lavoro.... per tutti!
Luca ha delle riparazioni da fare alla sua, è un modello simile al mio ma "preparato" per affrontare meglio la pista. Serbatoio maggiorato e sospensioni che la alzano di più, ed in effetti, anche la mia se fosse un po' più altina...
Ci separiamo tutti, Stephan e sua moglie partono alla volta del Todra, Luca e Leonida per piste e io invece vado a Marzouga. Bargian, dal forum GSRiders mi ha detto che li c'è un italiano che ha un albergo e organizza tour nel deserto. Stephan si è raccomandato di non fare piste, ancor di più di sabbia, da solo, può essere veramente pericoloso, soprattutto senza esperienza.
Penso quindi che se mi troverò bene al "Chevalier Solitaire" ( e con un nome così...) ci passerò un paio di giorni a girare per l'Erg Chebbi a moto scarica...
Arrivo al Chevalier Solitaire comunque un po' prevenuto, però, mi è bastato il "buongiorno" che mi ha dato Giacomo non appena spenta la moto che mi sono sentito già di casa!
Chiacchieriamo del mio viaggio e di quello che voglio fare seduti ad un tavolino, caffè e sigaretta. Gli chiedo se è disponibile a girare un paio di giorni con me e ad insegnarmi ad andate sulle dune, avevo fatto un corso di guida su sabbia con Mirco, però ovviamente mi manca l'esperienza, la pratica.
Ci accordiamo per due giorni, che diverranno poi tre per generosità sua!
Grazie alle lezioni di Mirco non ho grossi problemi ad affrontare le piste, con l'eccezione dei trappoloni di vere e proprie vasche di sabbia che mi colgono spesso di sorpresa. Fortunatamente non mi arrendo e Giacomo mi prende letteralmente per mano ribadendomi le cose che mi hanno urlato mille volte Mirco e Rinaldo "mo dacci del gas" Amadori! Ho proprio la testa dura! Comunque il primo giorno riusciamo a fare tutto il giro del Chebbi e a fare un anche po' di pratica sulle dune, il tutto in 4 ore! Giacomo si è dimostrato veramente bravo, così che sono riuscito a sciogliere tutte le tensioni che avevo e a divertirmi come un bambino, compreso per il volo carpiato con avvitamento stile tuffatore olimpionico quando ho affrontato l'ennesima vasca di sabbia e la moto si è piantata, catapultandomi in avanti come se fossi una piuma!!!
Torniamo a "casa" (ormai l'albergo lo chiamo così, ci stavo veramente bene) soddisfatti. Io anche un po' stanchino... Le 4 cadute semplici e il carpiato con avvitamento si fanno un po' sentire.
Il secondo giorno invece cominciamo subito con le dune, e la cosa va decisamente meglio, ho più confidenza e nonostante la moto non sia proprio una piuma qualche soddisfazione me la tolgo. Dopo un paio d'ore partiamo per un giro di piste e fatti 120/130 km siamo di nuovo di ritorno. Anche oggi a detta di Giacomo abbiamo fatto veramente tanto, sarà per il fatto che siamo solo in due, e sarà che comincio a prenderci veramente gusto non sono nemmeno tanto stanco. Però siccome il viaggio è ancora molto lungo è meglio non strafare, rientriamo quindi nel primo pomeriggio.
Pranzo e riposino, come i pensionati... ma con ogni fibra del corpo felice della fatica fatta!
Il terzo giorno, offertomi dalla generosità di Giacomo, è una via di mezzo tra tour e esplorazione. Il bilancio di questi 3 giorni è assolutamente positivo e le lezioni di Giacomo assolutamente preziose!



24/11/2009
Parto dal Chevalier un po' malinconico, ci sono stato proprio bene.
L'ospitalità di Giacomo e di sua moglie va veramente oltre a quello che si può pretendere dai gestori di un'albergo e ho come l'impressione che sia così con tutti, infatti non mi sento un privilegiato, bensì sono loro ad essere decisamente bravi nel farti sentire a casa!
Inizia ora in pratica il mio viaggio in solitaria.
Prossima tappa Zagora. Dovrei arrivarci tutto per asfalto, viste le raccomandazioni di Stephan e Giacomo di non fare piste da solo. Ma non resisto e dopo 140km mi butto su una pista che sembra ben battuta, come sempre però solo all'inizio!
Il resto una gran bella pietraia! Mi sembra di non arrivare più, anche perché mi fermo a fotografare, e questo comunque porta via tempo e mi procura una bella caduta … da fermo! Per fortuna niente danni.
Come in un film, all'imbrunire, vedo all'orizzonte una land rover che si ferma... È "il" meccanico di Zagora che ha visto la luce della moto e si è fermato ad aspettarmi. Vuole farmi vedere la sua officina e visto che ne avrò bisogno tanto vale seguirlo. Mi presenta quindi un suo "cugino" che mi accompagna in una specie di albergo assurdo, per poi aspettarmi per portarmi al suo negozio per rifilarmi qualcosa. Mi faccio una doccia e lo seguo, anzi mi carica sulla sua mobilette e ... riesce a farmi comperare una collnina, una croce del sud!
Zagora più che una città, mi sembra un avamposto di avventurieri del deserto, officine distributori noleggiatori di quad e dromedari… Divertente.



25/11/2009
Al mattino presto vado subito in officina per fissare quel che si può, soffiare il filtro e controllare l'olio.
Dopo circa un'oretta riesco a partire prendendo la pista più facile per Foum-Zguid ed è andata bene così, a metà, per via delle vibrazioni dovute alla pista pietrosa e che affronto discretamente spedito, perdo lo zaino, il tabacco e lo specchietto, quest'ultimo ovviamente lo ripesco ma il resto no. Appena prima di perdere tutto faccio una pausa nel mezzo della valle, sotto l'unico albero striminzito che c'è, un paio di foto, mi giro una sigaretta e voilà che spunta la berbera! Ma da dov'è spuntata? Gli regalo due buste di riso e delle matite colorate, l'acqua non la vuole, forse pensa che ne abbia più bisogno io. Gli faccio una foto e lei si mette in posa "triste" stile reporter senza frontiere, gli faccio un paio di battute che non capisce ma si mette a ridere...finalmente una berbera allegra!
Il percorso è sempre vario, pietre, sabbioni, fossati e trabocchetti… Però è bellissimo e la tensione la sopporto meglio di quello che credevo, certo essere in due o tre sarebbe più semplice, però sono molto tranquillo e mi diverto come un matto!
Arrivo presto a Foum-Zguid e così decido di proseguire per Tata, visto anche che sono senza pantaloni, scarpe, ciabatte e felpa, e Foum-Zgouid è più un villaggio che una cittadina.
Proseguo per asfalto, 140 Km di pista mi bastano per oggi!
Verso le 17:00 arrivo a Tata. Ho scelto l'albergo dalla Lonley Planet e mi ci dirigo spedito così nessuno mi ferma per portarmi da suo "cugino"!
Depositati i bagagli vado al mercato per comprare un paio di ciabatte, scarpe e pantaloni... È stato difficilissimo! I numeri delle scarpe per loro non esistono! 44? 42? Uguale, sempre un 4 c'è! E i pantaloni? Mi ha misurato il collo! Va beh che ogni tanto sono anche una testa di cazzo! Però farmelo capire in modo così plateale!
Infatti mi vanno lunghi e larghi, devo avere un collo alla Tyson!
Niente cena in albergo, è pieno di tedeschi che hanno chiesto SPAGHETTI!! (ma com si fa a chiedere gli spaghetti in Marocco?) E loro hanno fatto solo quelli! Così vado in cerca di un posto dove mangiare, trovo una piccola rosticceria, pollo e patatine, pure buono!
La gente mi guarda abbastanza incuriosita, non che non abbiano mai visto un turista, ma un semi disperato come me, solo, e vestito in quel modo li lascia alquanto perplessi.

26/11/2009
Al mattino colazione abbondante e via per Assa!
Decido di fare tutto asfalto, sono ancora un po' condizionato dalle raccomandazioni di Stephan e Giacomo, come anche dai 250 km di piste fatti nei due giorni precedenti. Ad un certo punto vedo una collinetta, in cima una specie di casetta e una Land Rover, la mulattiera per salire non sembra difficile anche se molto pietrosa, così essendo lunga circa un km mi i butto senza pensarci troppo, vuoi mica sgonfiare i pneumatici per un km? E infatti rimbalzo "letteralmente" da una parte all'altra fino a ritrovarmi per terra con la moto di traverso ma con le ruote a monte! Fortuna che arriva il berbero che mi stava guardando e mi da una mano a rialzarla...non fosse che tirava la frizione e faceva scorrere la moto in discesa non appena le ruote avevano presa! Riusciti nell'impresa mi fa capire di scendere e fare il giro dalla parte opposta che la salita è un po' più dolce... In effetti è vero ma invece che pietraia e basta è un misto di ghiaioni e io, mica imparata la lezione, lascio le gomme belle gonfie, mi infosso, ne esco con un bel colpo di gas, mi sbilancio un po indietro, non tanto, ma quel che basta per non compensare un bel pietrone che mi catapulta per aria! Moto di traverso (di nuovo!)che mi striscia sul piede girandomi la gamba, fortuna che ho avuto la prontezza di accompagnare la torsione! Così una bella contusione ma nessuna frattura. Unico danno per la valigia laterale sx che però a livello di attacchi e serrature ha retto benissimo! Riesco alla fine a guadagnare la cima della collina manco fossi nella guerra del Vietnam! Una vota su il berbero mi fa capire che ho le gomme troppo gonfie per fare quelle salite ed è logico che la moto rimbalzi e perda trazione... Oltre al danno pure la beffa!
Gli regalo del riso e ci fumiamo una sigaretta, la gamba e il piede cominciano a farmi male.
Riparto subito dopo e Arrivo ad Assa nel giro di poco. Trovo un albergo grazie al GPS, sulla guida non c'è nulla in relazione ad Assa, strano, è una cittadina abbastanza grande.
L'albergo sembra chiuso e deserto, provo comunque a bussare, non saprei dove andare... nessuno. Quasi rassegnato salgo in moto ed esce un tipo assonnato che mi dice che l'albergo è aperto... da adesso!
Benissimo, chissà com'è, e invece non è niente male, pulito e luminoso. Mi chiede 250DM, ci accordiamo per 200! Mica siamo "in alta stagione"
Chiudo la giornata in relax, te, cena in paese e a letto, con un male terribile al piede!



27/11/2009
Al mattino va già meglio prendo un caffè e faccio quattro chiacchiere col proprietario dell'albergo che si dimostra tutt'altro che ignorante in fatto di politica estera. Quasi tutti hanno la parabola satellitare, ma non credevo la usassero per avere un'informazione plurale! Questo personaggio si guarda Al Jazeera, CNN, ABC, BBC e altri… devo dire che se lo chiamassero ospite a qualche nostra trasmissione di approfondimento politico ne farebbe arrossire molti!
Riparto dopo una mezz'ora di "tribuna politica" sempre via asfalto per TanTan.
Tra paesaggi sempre meravigliosi e poliziotti che mi fermano "pour ma scurite", arrivo comunque piuttosto presto e dopo la foto di rito al portale della città, fatto con due dromedari giganti posti ai lati della strada vado dritto all'hotel Sable d'Or.
Chiedo subito del festival di musica nomade, uno dei motivi per cui avevamo pensato a questo viaggio in questo periodo, e… ed è il 12 dicembre! Lo decide l'UNESO meno di un mese prima! Mavaff…….!
Per fortuna il giorno seguente ci sarà la "festa" del montone e decido così di restarci per due giorni, almeno mi riposo la gamba e il piede.
La camera è normale, abbastanza pulita e luminosa. Il resto è abbastanza kitsch.
Solita doccia e riposino e poi in giro a cercare un posto dove mangiare…. non ci sono ristoranti! E TanTan non è piccola… giusto un paio di bar-rosticcerie dove il solito pollo arrosto è comunque abbastanza invitante.

28/11/2009
Tutto chiuso, ma proprio tutto! Niente colazione, nessuno in albergo, niente di niente! Cammino per la strada principale praticamente deserta. Finch'è all'orizzonte non vedo un migliaio di persone che entrano in città!
Mi accodo a loro per vedere dove vanno, credendo si recassero alla moschea, invece tornavano a casa, ma tutti dalla stessa parte? In effetti, c'è tutta una parte della città, come fosse un quartiere popolare, dove abitano quasi tutti. Nel passeggiare comincio a vedere le porte delle case aprirsi ma con una tenda davanti, per impedire si vedesse l'interno. Ognuno stava sgozzando il proprio montone, a breve le strade erano piene di rigagnoli di sangue... Un po tetra come cosa.
Passo il resto della giornata in relax per riposare il piede che, anche se comincia a dar segni di miglioramento, mi fa comunque male per aver camminato troppo. Fortunatamente ho con me il fornelletto da campeggio, così mi preparo qualcosa in camera, forse fossi rimasto in giro mi sarei imbucato da qualche parte ma avevo voglia di sdraiarmi per via del piede.

29/11/2009
Decido di partire per andare ancora più a sud, almeno fino a Tarfaya, tanto già che ci sono... e... NEBBIA! come a Milano! Solo che questa è salsedinosa, ma il mare è a 30km!
Parto e mi faccio più di 80 km di questa nebbia, che è pure più bastarda della nostra. In pratica la costa è a faraglioni e il mare frangendosi crea tutta una fitta nebbiolina che il vento porta nell'entroterra. Col passare del tempo e dell'aumentare della temperatura l'effetto scompare e il paesaggio diventa alquanto suggestivo. Mi fermo per fare una foto ad una caietta con ancora un po di nebbia e poco ci manca che mi piglio un'infarto! BUONGIORNO! MO' COME ANDIAMO!!!??? due italiani, anche loro in moto, mi si erano avvicinati senza che me ne accorgessi e mi hanno fatto "o" scherzo!
Alessio e Adriano, sono delle parti di Rimini e stanno facendo una sorta di vacanza-lavoro, controllano la migrazione degli uccelli ed erano li per vedere se ne trovavano di quelli a cui avevano messo il collarino in Italia.
I due simpaticoni mi danno delle dritte su Tarfaya, dove voglio arrivare, sconsigliandomi di pernottare lì, piuttosto di arrivare fino a Laayoune.
Stando ormai molto meglio fisicamente e riuscendo a guidare in piedi senza difficoltà non appena giungo nei pressi delle dune non resisto alla tentazione di farci un giro intorno. Forte del fatto di aver visto una Land Rover dirigersi in quella direzione.
La pista è un continuo di pietre e sabbioni! Mortacci! Con la moto stracarica è decisamente più difficile rispetto ai giri fatti con Giacomo a moto scarica. Completato il giro dei dunoni decido di rientrare sulla strada... ma da dove? E' un dedalo infinito di piste che vanno in tutte le direzioni e quella che vorrei fare seguendo il gps sembra andare dritto verso le dune... non ci penso proprio ad affrontarle carico come sono.
Trovo un'abitazione non definibile con la solita Land Rover parcheggiata e la famiglia, numerosa, che ci abita, perciò mi fermo per chiedere conferma della pista.
Fanno tutti una gran festa già al solo motivo che mi fermo per chiedere un'informazione.
Mi invitano pure a mangiare ma rifiuto a causa del tempo scarso che mi resta. Mi limito a scattare una foto a tutti loro attorno alla moto con gran gioia dei bambini.
Quando il capofamiglia mi indica la pista lo fa facendo segno in direzione della strada asfaltata, ma la strada so dov'è, vorrei sapere come arrivarci...senza attraversare in linea retta i dunoni. Poi a ben guardare ci sono le tracce del suo fuoristrada che mi dice di seguire... che infatti vanno verso i dunoni... Fortunatamente non li attraversa, ma, logicamente ci passa affianco, girando di continuo a dx e a sx. Il tracciato è comunque molto sabbioso e qualche mucchione di sabbia mi tocca farlo. Altri 10 Km eterni!
Arrivato all'asfalto ho ancora tempo per raggiungere Tarfaya con luce abbondante. Faccio il pieno, bevo una Coca e guardandomi attorno penso che Adriano e Alessio hanno ragione, quindi proseguo verso Laayoune.
A 70km dalla meta incrocio incredibilmente Luca. Mi fermo e mi dice che va a Tan-Tan, e che a Laayoune non c'è un assolutamente nulla.
In effetti il bello so che è ancora più giù ma non ho tempo per arrivarci (altri 600km). Così faccio ritorno a Tan-Tan con lui, in due di sera è comunque più sicuro. Guadagno così un giorno per godermi poi il tratto lungomare fino ad Agadir. Arrivati a Tan-Tan torno allo stesso albergo. La proprietaria nel rivedermi crede sia successo qualcosa. Gli dico che va tutto bene, ma che già sentivo la sua mancanza!
Scoppiamo a ridere (tranne suo marito) e mi da la stessa camera, che per via della festa non è ancora stata rifatta! Poco male ci stavo io!
Ovviamente la cucina è chiusa così come la rosticceria dove avevo mangiato un paio di giorni prima.
Facciamo allora un po di spesa e ci cuciniamo una pasta al tonno che poi non è così male. Bilancio della giornata 600km e sono al punto di partenza!



30/11/2009
Scendo per fare colazione e trovo Luca già all'opera sulla sua moto per varie messe a punto! Deve salire ad Agadir per cambiare copertoni. Ed è di fretta.
Adriano e Alessio invece sono più tranquilli e mi danno alcune informazioni sulla tappa che ho in mente di fare, conoscono bene il posto per via del lavoro che fanno.
Partono prima di me, vanno a Guelmin per poi passare la notte al Fort Bou Jeriff, me ne parlano talmente bene che mi vien voglia anche a me di passarci, così ci diamo appuntamento per la sera, tanto per me è di strada, e anche se la mia idea è arrivare ad Agadir, avendo tempo a sufficienza posso spezzare in due la tappa e godermi di più la pista che ho in mente di fare.
Finisco una colazione molto basica e parto. Passo subito attraverso l'area del festival e già che ci sono richiedo informazioni, anche loro più di quello che mi ha detto la locandiera non sanno! È l'UNESCO a decidere la data e la comunica meno di un mese prima... Qualche tenda c'è già, magari di chi arriva da più lontano...
Proseguo per la pista verso il mare, prima difficoltà: attraversare un passaggio/guado del fiume Draa preparato con sassi ovviamente viscidissimi. Devo pure fare in fretta perché sta per piovere e se si bagna troppo il terreno non riuscirò più ad affrontare la salita successiva. Fortunatamente la pioggia mi sfiora solamente e ho tutto il tempo per prendermela comoda.
Continuo la pista tra pietre e sabbioni fino al mare. Costa ancora a faraglioni, un vero spettacolo. Meno la pista che diventa sempre più sabbiosa e col peso che ho è decisamente dura. La costa è disseminata di capanne di pescatori, ma non vedo nessuno, forse si spostano in base al tempo. Alla fine dei faraglioni trovo le rovine di un vecchio forte, ma sprattutto un Oued impressionante, con una gigantesca montagna di sabbia dall'altra parte, dove inizia la Plage Blanche. Risalgo per una pista tutta sabbia che costeggia il canalone veramente spettacolare, non finisce mai. Decido arrivato ad un certo punto di tornare indietro per vedere se da dietro il forte esiste veramente un passaggio per scendere e raggiungere la Plage Blanche.
Il passaggio c'è ma mi inquieta un po', è un bel discesone sabbioso! Scendo dalla moto e vado in perlustrazione, il posto è magnifico, non mi va di rinunciare... Il fondo del oued sembra sabbia compatta, le tracce delle Jeep sono molto nette e poco profonde, quindi non dovrebbe essere un problema. Dal punto in cui sono non vedo l'inizio della Plage Blanche, ma non mi preoccupo. Un bel respiro e via decido di scendere! La discesa non è difficilissima, sono ancora abbastanza fresco e ho energie e entusiasmo da vendere. Arrivo infondo che mi sembra di sognare, spero solo che si possa passare per la Plage altrimenti da li non risalgo più. Foto di rito e mi dirigo verso l'uscita del vallone sul piano sabbioso che infatti è abbastanza duro da farmi viaggiare bene. Quando arrivo alla foce... C'è ancora alta marea e una specie di laghetto blocca il passaggio per arrivare alla spiaggia! E ora? In dietro non torno... L'acqua ha creato un piccolo scalino sul bordo della duna, decido di provarci, con calma, ripassando mentalmente le lezioni di equilibrio fatte all'Academy, ah, mi stessero vedendo Beppe e Fabrizio....! Fortunatamente non ho difficoltà (tutti quei birilli a qualcosa in fondo son serviti…), la sabbia tiene e la moto mi da l'impressione di pesare la metà, magari ha le chiappe strette anche lei!
Arrivo alla spiaggia veramente al settimo cielo, mi sento come se avessi conquistato il mondo! Uno spettacolo della natura, con un miliardo di gabbiani spiaggiati… Foto e sigaretta di rito e via per 40 KM di spiaggia!
Duri da paura all'inizio, non riesco a guidare nel bagnasiuga, è ancora troppo molle, più su però è sabbia morbida! Faccio tappe da 5 km per non ammazzarmi troppo. Devo veramente ringraziare Mirco e soci del Team Azzurrorosa che mi hanno insegnato a guidare su questi tipi di sabbioni, (avevo ancora nelle orecchie Rinaldo che mi urla MO DAGLI DEL GAS!!!!!!!)
Piano piano, grazie alla bassa marea, riesco a guadagnare il bagnasciuga ed è una pacchia, bello duro, quasi come una strada, così i restanti 20km sono una passeggiata di salute!
Arrivo alla fine della spiaggia e mi dico: ma perché non fare una foto alla moto sul bagnasciua? Mi fermo e guardo il mare come si mette, le onde si fermano ad una quindicina di metri da me, quindi mi sembra abbastanza sicuro. Cerco di capire come far star su la moto, anche se la sabbia è dura il cavalletto laterale sprofonda e per via dei bagagli non riesco a scendere al volo.
Ad un certo punto sento le gambe bagnarsi! Sta salendo l'acqua... Non mi ero accorto dell'arrivo dell'onda perché guardavo verso la spiaggia per cercare qualche ciottolo da mettere sotto il cavalletto.
Mi giro verso il mare e ...zzo!!!! Una serie di onde lunghe stava arrivando, la moto è spenta ma non ho la folle inserita perciò non riparte! Spengo il quadro e cerco di tenere botta. Non sono alte.... Reggo le prime due spinte, ma alla terza la moto ormai è a circa 45° e mi cade. Arrivano altre due onde, la prima mi fa cadere e la seconda ci sommerge completamente trascinandomi ad una quindicina di metri dalla moto!
Mi rialzo all'istante e corro verso la moto, cerco di alzarla che è ancora mezza sommersa, ci riesco senza far fatica, o almeno non me ne rendo conto, sembra venire su col pensiero, riesco anche a salirci facilmente, nonostante i bagagli!
Intanto l'acqua è ancora all'altezza dei mozzi e comincia a ritirarsi. Altra dura lotta per non cadere dalla parte opposta! Passata l'acqua mi ritrovo con mezza ruota sotto la sabbia! Va beh, pensiamo ad un problema alla volta. Aspetto un minuto che l'acqua sgrondi via guardando il mare, che ovviamente resta a distanza esattamente come per tutta l'ultima ora. Cerco di mettere in moto. Il motorino gira e questo è già un bene. Aspetto ancora un minuto e riprovo, borbotta per una decina di secondi e poi .... Partito!!!!
Parte però ad un cilindro, non me la sento di scendere per svuotare i serbatoietti dei carburatori per capire se è entrata acqua, ormai sono diversi minuti che sono li fermo, potrebbe arrivare un'altra serie di onde lunghe.
La lascio girare per un po così e poi decido di provare a partire. Ha meno potenza di un 125 e si spegne non appena mollo la frizione, la riaccendo e cerco di farla salire di giri, ma più di un tot non sale, non saprei dire quanto, il contagiri non funziona più. Riprovo più volte e sempre si spegne! Finchè tra una spinta e l'altra, un colpo di frizione e l'altro non salta fuori dalla sabbia! Ci avrò messo un buon quarto d'ora! Guadagno la parte asciutta della spiaggia e la spengo per un po'. Ovviamente in tutto questo tempo neanche una bavetta d'acqua è più arrivata dove mi ero fermato io! Ormai si sta facendo tardi, tra un'ora circa farà buio. Di accamparmi non se ne parla, sono tutto bagnato e anche il sacco a pelo è fradicio, non ho più acqua (dolce…) e… non ho proprio voglia di montare la tenda. Però forse ce la faccio a raggiungere Bou-Jerif.
Riparto e spero di riuscire ad affrontare i km di pista che mi separano dalla prima strada asfaltata! La prima salita è già un problema, non ce la fa, troppo poca potenza! In più si sta aggiungendo un'altro problema, ogni volta che tiro la frizione o è in folle automaticamente parte il motorino d'avviamento, anche se è già accesa, mi tocca così cambiare senza frizione, e spegnerla ogni volta che mi devo fermare!
Cambio quindi percorso e cerco la via più dolce, fortunatamente anche segnata sul GPS (suo santissimo immacolato!)
Un'ora e mezza di calvario, sentieri pietrosi, sabbia e fossati, ma la moto regge, anche se ad un cilindro solo, e questo è molto più di quanto potessi sperare! Ad ogni scollinamento si svela un'altra valle, il GPS dice che dovrei essere vicino alla strada ma non vedo nulla! Per la prima volta comincio a dubitare, fino ad ora ero riuscito ad avere una tranquillità che mi stava sorprendendo, pensavo solo ai problemi e come risolverli, senza agitarmi... Ma ora stavo cominciando a pensare di aver letto male il Gps e di dover cambiare strada! Ma per dove? Mi dico che non può essere così, non posso aver sbagliato una cosa tanto banale, così continuo e infatti... Sta cazzo di strada era nascosta da un dossetto che la costeggiava! La vista di un camion che mi passa all'orizzonte, da destra verso sinistra senza saltellare e alzare polvere credo che non la dimenticherò facilmente, sono rimasto a guardarlo finchè non è sparito dietro una curva.
Guadagno l'asfalto mai tanto bramato in vita mia! Mi dirigo verso Guelmin. Adesso riesco lentamente a prendere velocità e questo fa si che anche il cilindro destro si spurghi e così piano piano tutto torna alla normalità, anche il difetto all'avviamento sparisce.... che tesoro di moto!!!!!
Nel GPS non c'è riferimento a Bou-Jerif e ormai non sono più sicurissimo che sia di strada, mal che vada arriverò a Guelmin, poi si vedrà. Ad un certo punto incrocio il cartello che mi da il forte a 9 km di pista bella battuta, non mi sembra vero, tant'è che decido di continuare per un paio di curve per vedere un po di orizzonte e verificare. Mi convinco e torno indietro. Arrivo al forte con le ultime luci, vedo subito una delle moto di Adriano e Alessio, mi giro verso destra e vedo Alessio che mi saluta... Non so se ridere o mettermi a piangere, di colpo mi arriva addosso la tensione accumlata! Rido. Chiedo ad Alessio di farmi una foto... "poi ti racconto"!
Arriva il receptionist dell'albergo per chiedermi che tipo di sistemazione voglio... Gli dico che l'unica cosa che volevo è la canna dell'acqua che stavano usando per lavare dei copertoni di un fuoristrada... E comincio col raccontare tutto ai tre. Mi accorgo che è una storia un po difficile da credere ma ahimè è andata proprio così!
Finito di lavare la moto mi faccio assegnare una camera con doccia, devo risciacquare dall'acqua di mare tutto quello che posso.
La Canon G10 e la batteria aggiuntiva del telefonino sono da buttare.
Gli attrezzi, chi più chi meno hanno già cominciato ad ossidarsi, per il resto mi è andata strabene, vestiti asciutti e anche io, nonostante il freddo e a parte i piedi ero asciutto. La Rally 2 è veramente una gran tuta!
Prima di cena ci beviamo una birra e racconto per la 10 volta quello che mi è successo, alla fine mi sembro anche un po' scemo… finire in acqua per fare una foto!
Alessio e Adriano mi dicono che quando c'è bassa marea e il vento tira dal mare c'è buona possibilità che arrivino onde lunghe… Però era un'ora che ci stavo guardando e dopo il fattaccio, una vota che avevo guadagnato la montagna, in modo da vedere la spiaggia dall'alto, il posto dove stavo era ancora asciutto, nessuna onda era più arrivata!
Ceniamo a base di CUS CUS e dopo cena non rinuncio ad un buon bicchiere di Calvados… quando ho visto la bottiglia mi sembrava un miraggio.



01/12/2009
Al mattino controllo che tutto sia asciutto, ci vuole ancora un po' ma non appena girerà il sole pochi minuti basteranno. Rabbocco un kg di olio alla moto e controllo la pressione delle gomme, è molto bassa, sia davanti che dietro, non trovo fori quindi le rigonfio e spero che tenga.
Intanto che le ultime cose si asciugano facciamo colazione. Adriano mi parla del suo programma e della conta degli uccelli. Verso le 9:00 partono mentre io comincio a risistemare le mie cose. Ho sparso tutto dappertutto! Ci metto due ore a ricomporre le valigie e le borse! E come di consuetudine mi succede un'altro guaio, non trovo più la scheda di memoria della macchina fotografica! Sparita! Smonto praticamente tutta la camera, arriva anche il ragazzo che dovrebbe riassettarla e smontiamo anche il letto! Niente! Riapro tutti i bagagli, taschine e pochette, ma non riesco a trovarla. Ormai rassegnato comincio a caricare la moto, è parcheggiata ad una ventina di metri, il piazzalone è in terra mista a ghiaia. Arrivo alla moto con le valige ma devo staccare ancora il tubo e la tanichetta dell'olio che stavo lasciando scolare, abbasso lo sguardo e tra un sassolino e l'altro vedo la scheda, non ci credo! Ma come c'è finita! Avrei giurato di averla messa nella pochette con le altre. Mistero, e miracolo insieme! È incredibile ma ho come la sensazione che questo viaggio sia più una lezione di vita, una cosa brutta, una cosa bella... un problema, la sua soluzione…
Ci penserò su quando sarò a casa. Finisco di caricare tutto e parto. Devo fare un po' di pista a tratti anche difficile ma la moto risponde abbastanza bene. Mi dirigo verso Sidi-Ifni, voglio vedere il relitto spiaggiato. Mi impongo di non fare più fuoristrada, oltre a quello necessario per arrivare alla strada asfaltata lungomare, è l'ultima settimana, prendiamocela con calma, sono anche abbastanza stanco.
Arrivo al cartello che indica il relitto, è a circa 20 Km prima di Sidi-Ifni. Decido di arrivare prima alla cittadina e prendere una camera, scaricare i bagagli e tornarci dopo.
Per arrivare al relitto bastano veramente pochi metri di sabbia e ghiaione, nessun problema. Trovo due ragazzini che a prima vista mi sembrava stessero giocando, invece si stavano facendo della carne allo spiedo, bel gioco, mi pace! Dopo un po' me ne offrono un pezzo, buonissima! E se ne vanno. Dopo le foto sto ancora qualche minuto e poi torno all'albergo gironzolando per qualche stradina nel villaggio. Carino, ma la lottizzazione della periferia è incredibile, come ormai per tutte le città marocchine.
C'è anche un discreto lungomare dove si ritrovano tutti a bere te e passeggiare. Mi bevo anch'io l'ennesimo te prima di andare a cena.
Ceno all'albergo che ha una bella terrazza sul mare. Dorade alla griglia con verdure e patatine. Passo tutto il tempo a guardare il mare e il comportamento delle onde, ce ne fosse almeno una che arrivi 15/20 metri più lunga delle altre! Niente! Manco a spingerle! Se ne stanno tutte li belle regolari...ma andate a fare in culo! Stronze!

02/12/2009
Parto neanche tanto presto per arrivare ad Agadir, vorrei comunque far vedere la moto ad un buon meccanico. Faccio un po' il turista andando a visitare gli archi di Legzira, le rocce scavate dal mare.
Imperativo: basta piste! Infatti... Nemmeno il tempo di pensarci e mi ritrovo su un lungo mare bellissimo di piste sabbiose! Le usano i pescatori e a forza di passare il fondo è di sabbia finissima! Faccio una fatica bestia, ma procedo. Arrivo a circa metà strada e comincia a farsi sempre più dura! Trovo un salitone che non riesco ad affrontare, sono troppo pesante, e mi insabbio!
Ci riprovo ma niente da fare, devo girare la moto da sdraiata e riaccendere per cercare un'altra strada. Provo a salire direttamente sul dunone dove non ci sono tracce e quindi la sabbia è un po più dura, ma mi insabbio ugualmente almeno altre 4/5 volte. Ho provato anche a scaricare il bagaglio ed in effetti vado che è un piacere ma resta troppo laborioso e ogni volta che ricarico tutto sono di nuovo fermo. Rinuncio! Non vado oltre, sono troppo stanco e ho più che mezza bottiglia d'acqua. Cerco di riguadagnare la pista in modo da tornare indietro per la strada che ho già fatto, almeno non ho sorprese! Una volta sulla pista mi insabbio ancora, sono stravolto, libero la moto e mi fermo per un po. Il sudore ormai non ha più tracce di sali minerali, è dolce come l'acqua. Brutto segno. Prendo quindi la borsa da serbatoio la metto a terra all'ombra della moto e mi sdraio. Ho il fiato corto e il cuore a mille, pochi minuti e mi addormento, dormirò per circa un'ora, un'ora e mezza. Quando mi rialzo mi gira la testa ma passa subito, do fondo all'acqua che mi resta e mi rivesto per ripartire, in tutto questo tempo non ho visto anima viva! Faccio due curve e mi trovo di fronte una comitiva di quaddisti seguiti da una jeep di appoggio. Li fermo, sono francesi, gli chiedo se hanno dell'acqua e com'è la pista non pensando più che l'avevo appena fatta!
Mi dicono ovviamente quello che so già, che è fattibile, ma se fossi più leggero sarebbe meglio (grrrrrr). Mi danno anche l'acqua, almeno quello che gli resta, avevano una bottiglia di acqua e tre di Pastis... Vive la France! Anche se allettato dal Pastis non mi sembra il caso.
Mi hanno dato morale facendomi i complimenti per quello che ho fatto, si tratta pur sempre di una pista della Paris-Dakar! E mi hanno anche un po' "ripreso" per averlo fatto da solo e così carico! Giuro che non lo farò più... forse...
Nonostante ormai fossi senza più un briciolo di forza mi faccio ancora una trentina di km di sabbioni per trovare l'asfalto e arrivare ad Agadir dove mi fermo alla prima area di servizio. Un te una sigaretta e telefono a "Thor"! (un mio caro amico, e colui che doveva essere in viaggio con me) Ho bisogno di sentire una voce amica, tremo ancora dalla fatica. Anche questa volta però mi sorprende la tranquillità e la lucidità che ho mantenuto. Anche se non ho percorso fino in fondo la pista lungo mare l'aver deciso di rinunciare, di riposarmi, di aver fatto delle scelte più dettate dalla logica che dall'orgoglio (chiedere aiuto a dei bleu su quad...) mi da un senso di esperienza comunque positiva, in qualche modo di essermi misurato.
Ad Agadir prendo una camera all'Ibis, ho voglia di comodità!

03/12/2009
Da oggi il viaggio sarà solo turismo grastronomico, quindi da adesso risalirò la costa pensando a godermi il panorama e facendo il pieno di grigliate di pesce.
Arrivo infatti ad Essaouira e mi preoccupo solo dell'albergo e del ristorante, che comunque mi aveva segnalato un amico.
La cittadina è bella, anche se ho la sensazione che abbia ormai perso molto del suo fascino a causa del turismo e la medina dopo cena è un lunapark di suoni, colori e profumi. Non sono però in vena di stare in mezzo alla gente, mi manca già il deserto, ed è da un solo giorno che non vedo piste di sabbia!
Torno quindi in albergo passeggiando sulla spiaggia, almeno a piedi non ho problemi di peso.
Mi dispiace un po' non fermarmi un paio di giorni, ma ho scelto di visitare le città in un'altra occasione, adesso voglio solo viaggiare, fare km e mangiare pranzo e cena in posti diversi.



04/12/2009
Parto alla volta di El Jadida facendo giusto un paio di soste per le foto, le strade sono perfette, quindi il viaggio adesso è un po' noioso, i paesaggi invece sempre bellissimi, anche se più salgo verso nord, e meno ne resto affascinato. I centri urbani piccoli continuano a mantenere un aspetto "verace" quelli un più grandi invece sembrano delle brutte copie di una città di mare europea. Questo finchè non mi imbatto in un posto meraviglioso, Oualidia. Si trova a pochi km a sud di El Jadida e ha una laguna bellissima con una bella spiaggia protetta da una scogliera. Anche il re del Marocco si è fatto una villa in questo posto. Il business del turismo però ha fatto breccia anche in quest'oasi e le villette a schiera sono già numerose. Mi propongono di affittare una villetta intera a metà prezzo dell'albergo, e io accetto… una villa tutta per me…! Sembra la casa di un'europeo, e mi pento un po' della scelta. Ma almeno ho fatto un'altro esperimento, certo, se fossimo stati in 5 o 6 sarebbe stato perfetto, ma da solo non ha avuto molto senso.
Andando a fare una passeggiata in spiaggia, un pescatore, uscendo quasi letteralmente dall'acqua mi propone di assaggiare un'ostrica appena pescata… ovviamente si! Dio! BUONISSIMA!!! e i ricci? FANTASTICI!!! Appena presi dagli scogli.
Mai mangiato nulla di più fresco, l'ostrica aveva al suo interno ancora un piccolo granchietto vivo. Ceno ovviamente a base di pesce alla griglia e dato il relativo basso costo esagero un po' con i frutti di mare… Fortunatamente senza conseguenze per lo stomaco.
Altra minchiata: mi sono chiuso fuori e il custode non ha le doppie chiavi! Per fortuna nel pomeriggio, quando sono andato a vedere la casa sono salito sul terrazzo e quando sono sceso non ero riuscito a chiudere bene la porta. Così mi sono dovuto arrampicare su per una grondaia e scavalcare il parapetto del terrazzone del tetto riuscendo poi ad aprire la porta con un calcione.

05/12/2009
Parto abbastanza tardi, come al solito, ma tanto non ho intenzione di fare tappe lunghe così me la prendo comoda.
Direzione nord. Non ho voglia di far tappa ne a Casablanca ne a Rabat, spero di trovare una piccola città più tranquilla. Il viaggio è caratterizzato soprattutto dal vento freddo che soffia dal mare verso la costa, la guida non è delle più agevoli, così mi fermo ogni tanto per riposarmi un po', bere un te e guardarmi intorno. Attraverso piccoli villaggi, con ancora l'atmosfera di un tempo. Non hanno nulla da offrire ai turisti, così la gente non si ferma e loro restano come sospesi in un limbo temporale. Proseguo fino a Casablanca e il caos della città lo trovo veramente insopportabile, non certo ai livelli di Milano (neanche il traffico di Manhattan, a dirla tutta, trovai così arrogante e prepotente come quello di Milano o Roma) , però visto che mi ero abituato al deserto, mi fermo solo per scattare una foto alla grande moschea perché si trovava di strada. La periferia di Casablanca è veramente desolante e rimarca molto la differenza tra chi vive ancora come un tempo, chi è sfruttato e chi ha avuto "fortuna".
Giungo a metà pomeriggio a Mohammedia, mi sembra carina, molto ben tenuta con molto verde e nuove costruzioni abbastanza ben fatte. Giro un po' e mi faccio l'idea che si tratti di una città rimessa a posto dove i "ricchi" passano i fine settimana al mare, come se fosse una sorta di Forte dei Marmi. Ormai mi tocca fermarmi qui ma fatico a trovare un albergo, in effetti ce ne sono pochi, tre o quattro, e questo non me lo spiego.
L'albergo, Hotel, Saba, ha un bel ristorante al 5° piano dove si può vedere un bel panorama. Ceno sempre a base di pesce, ma ho talmente fame che supero me stesso, tant'è che il cameriere, dopo avermi portato gamberetti in salsa, grigliata mista e frittura mista, non ci crede quando gli ordino anche della carne alla griglia!
Dopo la cena esagerata vado a fare quattro passi nella piazza centrale del paese e mi sembra veramente di essere in europa. Le ragazze sono quasi tutte senza velo, con abiti casual e piuttosto alla moda. Passeggiano tranquillamente con i ragazzi e nei bar servono alcolici senza tante storie e c'è pure una chiesa... Quando rientro in albergo, mi fermo al bar per bere ancora qualcosa e ho la conferma che forse non sono proprio degli integralisti! Mi sono ritrovato in mezzo a quattro donne che in cambio di un regalino sarebbero venute a darmi la buona notte!… no grazie, dormo benissimo da solo!

06/12/2009
Infatti ho dormito benissimo! Super colazione, ormai ho una reputazione da difendere! Parto così per la mia ultima tappa, Larache!
Il viaggio è uguale al giorno prima, vento freddo e teso. Le città che supero sono sempre più simili alle nostre, più salgo verso nord e più c'è frenesia.
Anche la natura è cambiata e i campi coltivati prendono il posto dei paesaggi selvaggi a cui mi ero abituato.
Per spezzare la monotonia decido di attraversare i campi per delle stradine secondarie. In effetti la monotonia l'ho spezzata, ma con lei ho rischiato di spezzare in due anche la moto, non ho mai visto tante buche e così profonde neanche nella pista più brutta del deserto! Mi tocca andare talmente piano che invece del primo pomeriggio come pensavo, sono arrivato dopo il tramonto. Però così ho potuto vedere qualcosa di diverso, di entrare un po' di più in mezzo alle persone che vivono davvero il territorio. Qualcuno non ne era molto contento, si vedeva che non avevano molto a che fare con i turisti, e anche i bambini erano molto diffidenti. Arrivato a Larache ho una sensazione strana, mi sembra di essere nuovamente in un'altro posto, in un'altra cultura. L'influenza spagnola (non la malattia) è ancora molto forte, tanto che parlano più spagnolo che francese.
L'albergo dove mi fermo è gestito da una ragazzina, forse la figlia del proprietario, che si dimostra molto sveglia oltre che molto carina e simpatica. In effetti le donne marocchine in genere sono molto in gamba, ricoprono spesso ruoli di primo piano e di responsabilità, credo che se non fosse per loro gli uomini non se la saprebbero cavare un gran che.
Essendo arrivato tardi mi faccio una doccia veloce e poi subito a tavola! Cena sempre a base di pesce dopodiché una passeggiata nel centro della città. Molto carina con i soliti negozietti e caffè, stradine e vicoletti, ma la stanchezza si fa sentire, quindi dopo il solito te rientro subito in albergo per andare a dormire… dormire… alle 4 del mattino, e per un paio di ore, un corteo di decine di auto che strombazzano come dei matti! Urla, trombe, tamburi… stavano festeggiando un ragazzo che il giorno dopo si sarebbe sposato! Beh, io non gliel'ho augurato!

07/12/2009
Ultimo giorno in Marocco!
Mi sento strano, non so bene che sensazioni provo, non riesco a riconoscerle. Non sono malinconico, ma non sono nemmeno felice.
Oggi, prima di arrivare a Tangeri e imbarcarmi passerò per Asilah e le grotte di Ercole.
Ad Asilah mi fermo giusto il tempo per comprare qualche regalo, in effetti meriterebbe di più, ma queste cittadine mi interessano poco, sono sempre più simili alle nostre e piene di "trappole per turisti". Per non parlare delle Grotte di Ercole… c'erano i banchetti di souvenir dappertutto! Rinuncio ad entrare e mi dedico alla mia attività preferita: mangiare. C'è un bel ristorantino sugli scogli che aspetta proprio me, infatti non c'è ancora nessuno. Il ragazzo che lo gestisce è simpatico e mi prepara il Tajine di pesce più grande che abbia mai visto! Mi fanno compagnia dei gatti che mano a mano prendono confidenza e si accomodano sulle sedie cercando di arraffarsi qualche lisca di pesce, e se non faccio attenzione si fregano pure quelli interi!
Prima di arrivare al porto, dato che la nave parte alle 23:50 mi faccio ancora un giro per la costa e vado a visitare il castello medievale di Tangeri al capo Malabata.
Mi dirigo infine verso il porto con molto anticipo, ma ormai non ho più voglia di indugiare, il viaggio è finito, tanto vale fare tutte le pratiche con calma e imbarcarsi.
Pensavo ci volesse più tempo, invece in un'oretta o poco più sbrigo tutto, timbri e cambio della valuta. Ottimo, ho tempo per fissare bene il cupolino dato che il faro illumina la luna invece che la strada e a Genova ne avrò bisogno…
Intanto chiacchiero con dei personaggi che non si sa bene da dove saltino fuori, non sono dipendenti del porto, non sono poliziotti ne addetti alla sicurezza, ma per qualche euro (qui dei DM non gli frega molto) si offrono di compilarti i moduli doganali. Qualcuno addirittura mi chiede uno o due euro così, giusto come souvenir, per ricordarsi dell'Italia!

Marocchini…

8/9/12/2009
Il viaggio di ritorno è piuttosto tranquillo, a parte il disastro che i marocchini imbarcati hanno combinato nei vari bagni, tale da costringermi a chiedere che mi venisse assegnata una cabina! Non sono certo un tipo schizzinoso, ma proprio non resistevo più!


Tornato a casa, una volta tranquillo, ovviamente ho ripensato a quello che è stato questo viaggio. Non è sicuramente stato un viaggio "turistico". Non ho infatti visitato nessuna città, museo o altro di interesse "culturale". Non è neanche stato un viaggio stile Indiana Jones, o Robinson Crusoe, non ne sarei stato capace...Però mi sono trovato molto spesso da solo, con i miei limiti e i miei pensieri. Ho imparato a conoscerli e a spingerli un po' più in là, senza strafare e sempre in piena coscienza. Ho affrontato delle difficoltà che non avrei mai pensato di riuscire a superare, trovando "forza e coraggio" dalla semplice serenità che provavo.
Viaggiare in solitaria è sicuramente più pericoloso e difficile che non in gruppo, Stephan e Gacomo mi hanno fatto mille raccomandazioni in tal senso, però è un'esperienza unica, tu, la moto e la strada...la tua strada!



Alessandro "Lex" Zambianchi.












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