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Sono le 6 del 9 agosto salgo sulla mia gs100pd classic, giro la chiave e accendo.
Si parte io e lei (la moto) soli per 15 giorni attraverso slovenia ungheria romania bulgaria turchia e grecia.
Ingresso in autostrada ad Alba cn e direzione Trieste, fino a Brescia tutto bene, poco traffico quasi nessuno neanche negli autogrill, poi incomiciano gli avvertimenti tramite pannelli luminosi che danno 26km di coda a Mestre e uscita consigliata a Padova ovest, sono perplesso perché comunque di traffico ne incontro veramente poco, comunque a Padova esco e mi dirigo a Udine passando per Castelfranco v. Conegliano v. Pordenone dopo Udine Cividale del friuli e finalmente la Slovenia a Kobarid sul fiume Soca la nostra ex Caporetto sul nostro ex fiume Isonzo. Circa 280 km di statale in parte noiosa e in parte con delle code mostruose, chissà a venezia?!?!

SLOVENIA
Kobarid è ricchissima di storia con musei veri e propri dove si può in parte capire che cosa hanno dovuto passare i soldati e le popoazioni di entrambe le parti durante la famosa disfatta di caporetto, ma é solo prendendo uno dei numerosi sentieri che conducono alle trincee scavate nella pur friabile roccia carsica, ma pur sempre roccia, che si possono immaginare le sofferenze patite nei lunghi inverni della guerra. Ma la Slovenia non è solo famosa per le atrocità della guerra, ma soprattutto è ricca di paesaggi spettacolari, montagne maestose che si prestano a sport estremi quali kayak e rafting canyoning parapendio deltaplano free climbing e molti altri. Dopo aver dormito a kamp koren compro la “vigneta” per le strade slovene e riparto alla volta di Kraniska Gora località famosa per le gare mondiali di sci che si raggiunge con una strada che non ha nulla da invidiare allo Stelvio o qualsiasi altro passo alpino, sono 48 tornanti numerati, tanti a salire quanti a scendere con vista mozzafiato. Poi via Lubjiana fino a Maribor famosa per i campionati del mondo di sci. Ho tralasciato la capitale per passare qualche ora qui, pensando che fosse un bel posto dove fermarmi e invece è deprimente e completamente deserto. Ero abbastanza stanco, ma non tanto da sprecare ore in un posto che tuttalpiù può servire a far benzina e così è stato, di nuovo in strada tutta statale verso l’Ungheria destinazione lago Balaton e la sua località più famosa Siofok.

UNGHERIA
Bello sembra di essere in uno dei lidi ferraresi, vie chiuse al traffico e dehor in mezzo, banchetti e chioschi che vendono souvenir, disco bar e musica dal vivo, molto piacevole da passare qualche giorno di relax in spiaggia. A nanna in una panziò (camere con bagno affittate a modico prezzo in villette)
E l’indomani dopo aver pagato la tassa per le strade, (non più un adesivo come la Slovenia ma uno scontrino lungo un km) parto verso la Romania. Percorrendo strade secondarie nella campagna ungherese.
Il percorso è tutto in piano ma tutoa una curva con migliaia di oche lungo le strade che puliscono i bordi. Ma quanto parlano difficile gli ungheresi? Chiedere un indicazione in un paesino sperduto equivaleva a perdere 10 minuti e far finta di aver capito. Cerco una strada nei dintorni di Szeghed vicino al confine percorsa anni fa. Me la ricordo molto bene perché ad un certo punto finiva e si saliva su di una chiatta trainata a forza di braccia lungo una corda fino all’altra sponda del fiume all’interno di un parco botanico, ma purtroppo non la trovo.

ROMANIA
la frontiera non c’è più , rimane solo il botteghino dove dovrei pagare la solita tassa che è di circa dodici euro, ma sarà la mia faccia simpatica o la troppa grappa bevuta dalla signora addetta alla ricossione che mi abbuona la tassa dirigo così verso Arad città rumena dalla sconvolgente bruttezza, quando ci arrivo faccio due conti sono le 4 del pomerigio e ho davanti a me 270 km di statale andando piano 8-8.30 dovrei arrivare a Sibiu, ok parto e subito incomincia il calvario, prima una coda ancora ad Arad di qualche km per un passaggio a livello, le strade sono strette e tutte curve, perciò anche sorpassare le colonne di tir fermi è alquanto rischioso, considerato anche lo stile di guida del paese di dracula, comunque tra sensi alternati, sterrato invece di asfalto, micro paesi attraversati da orde di autoarticolati che si devono fermare dietro ad un carro trainato da un cavallo che di cavallo ha solo più il nome arrivo alle 9 a Deva mancano ancora 115 km a Sibiu!! Troppo pericoloso continuare, di notte assolutamente no.
Città media ne carne ne pesce. Buia. Discreta vita serale in dehor nella piazzza centrale. Una birra e a dormire in un bell’hotel sulla strada principale per 65€ !!!
Sibiu è molto grande, può darsi che meriti una visita, ma le onnipresenti code mi fanno decidere per proseguire alla volta di Bucarest e poi il sospirato mar nero.
Se non lo vedevo non ci credevo, il tratto Sibiu-Bucarest è praticamente tutto di montagna, selvaggia, cruda ,magnifica, la coda si snoda tortuosa tra roccia e laghi, e’ impressionante la colonna di autoveicoli non stacca mai, la strada è l’unica che unisce l’ovest del paese con l’est andando da Arad a Bucarest a Costanza sul mar nero e tutto, ma proprio tutto il traffico rumeno passa su questa strada, non è umano. Dulcis in fundo a Bucarest vedo una palina che indica “cintura bucuresti” e mi dico che è la periferia, tragedia mi infilo in città e dopo un ora e un quarto mi devo arrendere sono demoralizzato, il caldo è insopportabile il caos regna sovrano zero indicazioni la moto si surriscalda e batte in testa, rinuncio al mar nero rumeno e chiedo ad un taxi di accompagnarmi sulla strada che va verso Giurgiu e la successiva Bulgaria. Cintura voleva dire circonvallazione!!! Voilà 50 km e imbocco il bel ponte che attraversa il Danubio che in questo tratto segna il confine tra le due nazioni. anche qui è richiesta la tassa per circolare sulle strade ma le moto ne sono esentate.
Magia: la Bulgaria mi proietta in un mondo totalmente diverso, le starde sono tra le più belle su cui abbia mai guidato, larghe e tutta una sequenza di veloci curve in un saliscedi continuo sulle mezze montagne immerse in una foresta di querce senza fine. E come in tutto il viaggio fino ad ora di pattuglie di polizia neanche l’ombra, una volta invece vero flagello, ogni pochi km eri fermo a dare mazzette.
Da Ruse città di frontiera proseguo alla volta di Varna grande città sul mar nero, ho ripreso la gioia di guidare e la Romania è oramai solo un brutto ricordo. I km scorrono veloci e alle 7 .30 di sera sono fermo sul ponte che attraversa il fiordo che taglia in due la città, spettacolare.
Ancora 30 km e raggiungo un paesino in riva al mare dove mi aspetta un amico sposato con una ragazza del posto e che sta passando le vacanze a casa degli suoceri.
Grande festa e obbligo a rimanere 4-5 giorni per riposarmi un po’. Dopo 5 giorni passati a cazzeggiare in spiaggia a fare il bagno in un acqua tiepida e quasi dolce con i delfini che saltano a pochi metri e a fare cene pasteggiando con rakia devo ripartire, i km sono ancora molti.
Mamma mia la prima ora di guida è pesante, rincuorato però dal paesaggio e dalla strada splendida che costeggia tutta la costa bulgara del mar nero proseguo fino ad incontrare 260 km dopo la deviazione per Malko Ternovo frontiera a 65 km con la Turchia. Ancora strada splendida tutta montagna e curve, ma il bello deve prima poi finire e poi ho già goduto abbastanza, a pochi km dalla dogana faccio benzina, riparto e dopo poco la moto incomincia a tossire, si spegne e in rilascio sembra un kalashnicov, sotto 3000 giri di stare accesa non ne vuole sapere!!! Chissà che razza di porcheria di carburante mi hanno rifilato, ma comunque adesso ho altro a cui pensare, sono in dogana e qui comincia un viavai tra uffici che ha dell’icredibile, neanche in africa! Tra Bulgaria e Turchia ben 9 tra uffici gabbiotti e sbarre. 1° bulgaro: controllo passaporto e poi munito di chiave usb 2° controllo documenti moto sempre solita usb 3° controllo bagagli solita chiave usb 4° sbarra conrelativo controllo di passaporto e doc moto e restituzione chiave usb. 1° turco passaporto e interrogatorio: motivo del viaggio, dove vai, per quanto tempo, trasporti armi???? Droga?????? 2° controllo passaporto 3° controllo doc moto 4° controllo bagagli (2 autobus davanti a me) io: per favore mi fa passare? Io sono solo e loro almeno 120, polizziotto: no aspetti il suo turno io : ok però… poliziotto: ho detto di aspettare il suo turno vicino al suo veicolo!! Ok dopo 2 ore in un piazzale asfaltato a 35° quando tocca a me il simpaticone mi mette un timbro sul passaporto e mi augura buon viaggo!!!!!!!!! Ma vaff.. 5° sbarra e welcome in turkey.

TURCHIA
Come aperitivo ho davanti a me 20km di strada sterrata (la stanno allargando) a tratti polverosa e a tratti bagnata per fermare la polvere, con camion da cava, scavatori, ruspe rulli e quantaltro che serva per fare una strada che vanno in tutte le direzioni, l’attraversano, vanno in contromano, scaricano massi enormi in centro alla carreggiata, bagnano la stessa etc. welcome in turkey.
Punto direttamente verso Istanbul e devo trovare una soluzione per il problema della benzina, di svuotare il serbatoio non ne ho voglia, cosi decido di fermarmi in una bellissima cittadina ancora sulle montagne e di comprare un additivo, ma la cosa si rivela più difficile del previsto non c’è un turco che parli inglese, quando dopo vari tentativi passo dietro il bancone tra le proteste del tipo mi dirigo allo scaffale e trovo un botticino della total con su scritto “additive energetic” in inglese.
Quando glielo faccio notare al tipo lui candidamente mi di dice che potevo dirglielo subito di cosa avevo bisogno.
Aggiungo il sospirato liquido e riparto ma non cambia niente, mi dico ancora qualche km e la situazione migliora, ancora qualche km, ancora qualche km ancora qualche km e arrivo a Istanbul e la moto è sempre uguale se non peggio, sospetto che le candele si stiano imbrattando.
La città è pazzesca una meraviglia forse la più affascinante che ho mai visto.
Però è troppo grande per pensare di fermarmi e visitarla, secondo me merita un viaggio di una settimana solo lei. Mi fermo un pomeriggio e un mattino nella parte vecchia a sx del canale che unisce mar nero e mar di marmara. Quando riparto il rimpianto è grande ma devo continuare, però dopo le difficoltà ad accendere la moto al mattino la situazione va peggiorando sempre più e temendo di fare dei danni al motore decido di fermarmi in un distributore e svuotare il serbatoio,
al tizio addetto alla pompa fatico non poco a spiegare cosa devo fare e a farmi dire dove avrei potuto buttare circa 30 lt di benzina, semplice in un aiuola, no dai che inquino, non hai un bidone, un qualsiasi contenitore? No nell’aiuola, no dai che inquino, detto fatto mi prende il sebatoio dalle mani e lo versa nell’aiuola. Semplice no? Benzina nuova e pulita alle candele. tutto un brutto ricordo.
Bella, bella, bella, la Turchia è bellissima, solo sta maledetta difficoltà a comunicare è frustrante, mi sono ritrovato in un bar al mattino a fare coccodè e indicarmi il c@lo per poter avere due uova per fare colazione!!!
All’uscita della Turchia la trafila alla dogana è più o meno la stessa dell’ingresso solo che tra le due dogane c’è un lungo ponte pieno di garitte con militari armati di mitragliatore. Inquietante.

GRECIA
L’entrata in Grecia è notevolmente più semplice. I primi duecento km sono pieni di mezzi militari compresi carro armati, cosa che denota lo stato di tensione che c’è tra i due paesi anche grazie ai recenti attentati nella regione turca dell’Antalia.
Come sempre la Grecia è splendida, percorro strade secondarie più vicino possibile al mare fermandomi a mangiare pesce in minuscoli paesini, in cui trovo taverne pulite ed economiche, con una cucina di alta qualità.
Solo a Tessalonicco rimango stordito dai prezzi, in un bar nella piazza centrale un caffè 4 € una birra piccola 8€ ½ litro di acqua naturale 3€, va bene il posto, va bene la stagione, ma neanche al billionaire di Briatore è così caro.
La strada che porta a Igoumenitsa è bellissima tutta curve e saliscendi, solo l’asfalto è un po’ rovinato dai troppi camion, che rallentano parecchio la marcia, però stanno ultimando l’autostrada e dopo, fare tutti quei passi di montagna sarà una goduria.
Una volta giunto al porto mi viene la malinconia, il giorno dopo sarò in Italia e il viaggio sarà finito, no non ci stò apro la cartina e comincio a studiare un itinerario che mi riporti a casa attraversando Macedonia Albania Montenegro Serbia e Croazia, studio bene e poi mentendo a me stesso mi dico che mi manca il tempo, invece sinceramente quello che mi è mancato è il coraggio, ci sono 2 o 3 paesi che non mi sono sentito di attraversare da solo, qualsiasi genere di inconveniente sarebbe di difficile soluzione. Ho letto su questo forum e su altri che questo anno in molti hanno optato per visitare questa zona balcanica, e li ho invidiati, ma da solo non me la sono sentita.
Traghetto con 100€ ad Ancona e poi Bologna Piacenza Asti e Alba.


Qualche considerazione
Circa 5000 km
Tempo splendido 38° Bucarest 35°Bulgaria 42° Istambul 38° Grecia
Polizia inesistente mai fermato mai pagato nessuna multa
Benzina cara in tutti gli stati più o meno come da noi
Normalmente prezzi vantaggiosi in tutto: mangiare dormire etc
Strade fatte apposta per le moto (Romania a parte)
Gente cordiale e disponibile, mai nessun genere di problema
L’euro è accettato normalmente dappertutto
L’assenza delle frontiere è una gran comodità
Bulgaria e Turchia meritano un viaggio solo per loro
La moto è un gs 100pd classic del 96. primo bmw in mio possesso, sono motociclista da 25 anni con diversi viaggi all’attivo, parecchi in africa, e ho viaggiato con tutti i tipi di moto e di mezzi possibili, però devo ricredermi sulla mucca, l’ho sempre giudicata moto per fighetti o moto da bar, non è così, accettando tutti i suoi limiti e comunque ne ha tanti, si viaggia benissimo e molto comodamente.
Foto: quanto non mi piace fare le foto! boh chissà perché. In tutto ne ho fatte 10 o 12
Poi quando sono a casa mi pento e mi dò del ca22one da solo, però oramai il danno è fatto.

Mauro "AZALAI"
Buona strada



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