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GS Rider n.10

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GS RIDER n° 10
2 giorni di fuoristrada in Toscana


Partenza da Faenza Venerdì pomeriggio con calma per raggiungere Lucca, dove Sabato alle 9 prenderà il via la decima edizione del GS Rider.
Le previsioni meteo sono buone a parte la temperatura che è molto bassa rispetto alle medie stagionali. Visto che ho tempo in abbondanza e non voglio spiattellare subito le mie TKC nuove di pacca decido di evitare l'autostrada. Poco prima del Passo della Colla sorpresa! Il cielo si fa grigio e inizia a nevicare, ma non doveva esserci il sole? La neve comunque non attacca e l'asfalto rimane asciutto e poco dopo aver svalicato torna il sereno, anche se rimane piuttosto freddino.

Sabato sveglia presto, colazione ed alle 8,30 siamo all'appuntamento davanti alla concessionaria BMW Lucar che offre il proprio appoggio al tour organizzato da Piero della Santa, numerose Parigi Dakar alle spalle e grande esperto di due ruote.
Pian piano arrivano tutte le 25 moto iscritte, c'è quasi per intero la gamma BMW GS si va dalle 1200 ADV a quelle STD, alcune 1150, varie R80, una R100, una HP2 , una 800, qualche 650, una special e … 2 "infiltrati": una KTM 990 ADV e una Morini Granpasso.
Breve briefing e finalmente si parte!

Abbandoniamo quasi subito l'asfalto e attraversando le colline sud di Capannori ci dirigiamo verso Il Serra. Scendiamo poi verso Vico Pisano e Pontedera, breve tappa a Lajatico, al Teatro del Silenzio, splendida e suggestiva arena a cielo aperto dove usa esibirsi anche Andrea Bocelli. I percorsi fuoristrada sono scorrevoli a parte alcuni passaggi un po' più impegnativi e qualche sassaia che mettono comunque alla prova le nostre capacità e la resistenza dei nostri pachidermi, anche perché l'andatura è abbastanza allegra. Nessun problema comunque a parte la rottura dell'interruttore del cavalletto di un 1200 ADV per colpa di una sassata, prontamente risolto dal meccanico della concessionaria che in 2 minuti risolve l'inconveniente bypassando l'interruttore (filo bianco e rosso collegati insieme e marrone isolato, non si sa mai che possa servire!!!!!)

Di nuovo in sella verso Volterra, Larderello, l'immancabile San Galgano, poi via verso Castel del Piano. Siamo in discreto ritardo sulla tabella di marcia anche a causa della rottura dell'antenna anulare del GS800, sostituita sul posto dal tecnico della Lucar che per fortuna ne aveva una di scorta. Sta cominciando a imbrunire e le notizie che vengono dal monte Amiata, dove sono previsti cena e pernotto, non sono confortanti: sembra che abbia nevicato e che la strada non sia proprio pulita.
Si parte col buio e quasi subito la strada inizia ad essere innevata, si procede quasi a passo d'uomo, alcuni rallentano ed io per non perdere l'abbrivio vado avanti. Mi trovo così ad essere primo insieme ad un altro ragazzo, nel frattempo comincia a nevicare forte e così non ci rendiamo conto di avere superato il bivio per Prato delle Macinaie dove c'è il rifugio. La neve sulla strada è di circa 10 cm e il termometro segna otto gradi sotto zero.

Arriviamo in vetta all'Amiata e congelati entriamo in quello che pensiamo essere il nostro albergo. Potete immaginare le facce stupite dei gestori quando hanno visto entrare tre motociclisti e la nostra delusione quando ci siamo resi conto di dover salire nuovamente in moto e tornare indietro nella tormenta di neve per ripercorre altri 5 km in discesa!!!
La discesa però risulta essere meno difficoltosa della salita e finalmente alle nove e mezza riusciamo a raggiungere gli altri, veniamo a sapere che qualcuno è stato costretto a rinunciare a salire con i propri mezzi e si fatto portare all'hotel dal furgone d'appoggio della concessionaria.

Doccia bollente, cena abbondante e finalmente spossati sveniamo nel letto.
La mattina ci svegliamo con un bel sole e lo spettacolo dalla finestra è affascinante, siamo praticamente sulle piste da sci, nulla da invidiare ad un paesaggio dolomitico in pieno inverno!!!

Il freddo della notte (ha superato i - 10!) però ha tirato un brutto scherzo alle batterie e ai motorini d'avviamento e numerose moto fra cui la mia, non riescono a partire se non con l'aiuto dei cavi e della batteria del solito furgone e del martello del solito meccanico (sant'uomo!!!).

I percorsi di rientro verso Lucca sono un po' più dolci di quelli del Sabato e così attraverso incantevoli strade bianche, qualche tratto asfaltato di belle curve rotonde e la famosa "Bandita", arriviamo alle 16 al ristorante al baluardo San Colombano sulle mura lucchesi.
Abbondanti libagioni ci rinfrancano dalle fatiche fatte, saluti, maglietta di rito e si riparte verso casa, mi aspettano altre 2 ore di autostrada, per oggi basta curve!!!!!!!

By Luigi "CONTEGIZ"



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